Auchan, futuro a rischio per 37 lavoratori

30 Aprile 2015

Oggi incontro tra azienda e sindacati per verificare la possibilità di prolungare i contratti di solidarietà già in atto

PESCARA. La crisi si fa sentire anche nel centro commerciale di Auchan Pescara-Aeroporto, tanto che sono 37 i posti di lavoro a rischio, sui 204 totali, nell’ipermercato sorto nel 1998. Se ne parlerà oggi tra azienda e sindacati, in un incontro definito da questi ultimi «serrato e difficile» mentre a livello nazionale è già stato annunciato uno sciopero per il 9 maggio, «con l’ulteriore articolazione di 8 ore di sciopero da decidere a livello territoriale».

Un’onda lunga che tocca anche l’Abruzzo, dunque, dopo il nord, visto che a Mestre sono stati dichiarati in esubero 65 dipendenti su 323, mentre a Cesano Boscone, alle porte di Milano, è stato già annunciato che entro il 31 luglio Auchan lascerà l’edificio dove finora era ubicato (affitto troppo caro, ma i lavoratori verranno ricollocati). Una mazzata (a Pompei e a Mugnano, nel Napoletano, nei due stabilimenti Auchan in 75 hanno firmato una mobilità incentivata), anche se l’ipotesi più probabile è che a Pescara i 37 dipendenti potranno usufruire di un rinnovo dei contratti di solidarietà, già in atto da tre anni. Ma insomma, il segnale è chiaro: i consumi sono crollati e hanno toccato anche i centri commerciali. Sono 1426, a livello nazionale, i dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo avviata in 32 ipermercati del colosso francese, sui 49 punti vendita e gli oltre 11.400 dipendenti presenti in tutt’Italia. Una situazione drammatica, in cui la percentuale dei dipendenti «strutturalmente in esubero» nei 32 ipermercati, fanno sapere i sindacati, supera il 20%, mentre è al 12% la percentuale a livello nazionale.

Davide Frigelli, segretario della Fisascat Cisl Abruzzo-Molise, il quale segue il settore dei centri commerciali, ha sottolineato «che i due punti vendita di Pescara e Cepagatti sono già stati interessati da precedenti procedure di attivazione di contratti di solidarietà e dimissioni incentivate, che hanno sfoltito già abbondantemente il carico di personale con costi altissimi per i livelli occupazionali». Leonardo Piccinino, invece, segretario generale della Fisascat Cisl Abruzzo- Molise, nel mirino ha messo la Regione. «Avvii una seria politica di sviluppo», ha esortato, «che punti a rilanciare la ripresa economica e la disponibilità di risorse a disposizione dei cittadini. Occorre che la giunta regionale attui una politica fiscale locale più favorevole verso i cittadini, le famiglie e i disoccupati per incentivare i consumi».

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