Aumenta il flusso dei profughi E il Comune cerca altri hotel

6 Marzo 2022

Accolte altre 36 persone, tra cui 15 bambini. L’assessore: «Le famiglie ospitanti non hanno più posti» E l’amministrazione accelera per organizzare l’accoglienza dei prossimi giorni: previsti altri 50 ucraini

PESCARA. Continua il flusso degli arrivi dei profughi ucraini in città. Ieri all’alba sono giunte altre 36 persone, tra cui 15 bambini. Sei persone sono state alloggiate all’hotel Holiday, gli altri trenta hanno trovato ospitalità nelle famiglie di parenti e amici che «ormai non hanno più spazi disponibili nelle abitazioni». È l’emergenza nell’emergenza quella denunciata dall'assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio che si occupa del coordinamento dei trasferimenti dei profughi reduci dai viaggi della speranza.
«Le famiglie ospitanti», dichiara Sulpizio, «dicono di non avere più spazi disponibili in casa, se accolgono i parenti più stretti, non possono ricevere anche gli amici. È una situazione incredibile quella che si sta delineando». Per tale ragione, spiega l’assessore, «stiamo valutando l’ipotesi di contattare altri alberghi per verificare la possibilità di reperire altri spazi, in attesa dei 50 posti letto che si libereranno il 10 marzo all’hotel Holiday». L’albergo di Porta Nuova che ha stipulato una convenzione con il Comune.
E per la prossima settimana, infatti, è atteso l’arrivo di altri 50 profughi e, sulla base di questa circostanza, l’amministrazione comunale accelera l’organizzazione dell’accoglienza, anche con gli assessori alla Protezione civile, Eugenio Seccia e all'Ascolto del disagio sociale, Nicoletta Di Nisio, insieme al sindaco Carlo Masci, oltre a numerose associazioni di volontariato.
I 36 profughi sono arrivati ieri mattina alle sei e mezzo. «Dopo essere scesi dai bus alla stazione di Pescara, sono stati accompagnati a fare i tamponi nell’ambulatorio dello stadio», riferisce ancora Sulpizio, «non si sono registrati casi di contagio. Qualora dovesse accadere, scatterebbe la procedura protocollare di emergenza. Successivamente sono stati condotti in questura per sbrigare le formalità burocratiche legate all'accoglienza. Poi ognuno ha preso la sua strada dai parenti che vivono in città e solo sei di loro sono andati in albergo. Stanno tutti bene, solo molto provati e stanchi».
Sono i bambini, con la loro infanzia impacchettata, a pagare il prezzo più caro della guerra. I volontari della Misericordia, guidati dal governatore Cristina D'Angelo, si occupano del trasferimento, con i pulmini, degli ucraini nelle varie sedi dove si svolgono i tamponi, il vecchio pronto soccorso, l'ambulatorio dello stadio e il palazzo Fuksas di via Volta. Per la vigilanza e il controllo sono addetti gli uomini della polizia municipale al comando di Danilo Palestini. Ma quanti sono i profughi alloggiati in città? «È una conta difficile da fare», sostiene l’assessore, «perché non tutti quelli che arrivano, rimangono. Molti di essi sono a Pescara solo di passaggio, diretti anche fuori regione. Chi è ospitato in albergo è perché non ha altro posto dove andare».