Aumentano i ricoveri: sono a rischio gli anziani

Il virologo Fazii: «Prudenza a Natale per evitare gli errori commessi in estate»
Nove morti, pochi nuovi casi, emersi però dal più basso numero di tamponi eseguiti in un solo giorno negli ultimi due mesi, ricoveri in lieve aumento nonostante il numero di persone attualmente positive al virus sia in costante diminuzione.
Mentre i numeri assoluti continuano a scendere, la situazione in Abruzzo continua a migliorare lentamente, ma ci sono ancora delle criticità.
Il virologo Paolo Fazii conferma il trend favorevole e afferma che il miglioramento, frutto delle misure restrittive, proseguirà anche nelle prossime settimane. L'esperto, però, lancia l'allarme per le festività natalizie: «I comportamenti sbagliati dell'estate hanno provocato tanti morti anche in Abruzzo. Cerchiamo di non ripetere lo stesso errore durante le feste».
ANCORA MORTI
Il bilancio delle vittime sale a 989. Solo nei primi sette giorni di dicembre i decessi sono stati ben 96. I nove segnalati nell'ultimo bollettino della Regione riguardano persone di età compresa tra 67 e 97 anni: quattro in provincia di Chieti, tre in provincia dell'Aquila e due in provincia di Pescara. In particolare, si tratta di un 67enne di Montesilvano, una 65enne di Francavilla al Mare, una 70enne di Colledimezzo, un 73enne di Castelguidone, un 74enne di Città Sant'Angelo, un 76enne dell'Aquila, un 87enne di Mozzagrogna, un 91enne una 97enne dell'Aquila.
NUOVI CASI
Sono 124 i nuovi casi accertati con i test delle ultime ore. Solo 1.636, però, i test eseguiti: è il dato più basso da oltre due mesi. Ormai da settimane, infatti, si viaggiava su valori superiori alle quattromila unità al giorno, con picchi di oltre cinquemila test, come, ad esempio, sabato (5.161). Il rapporto tra positivi e tamponi analizzati è al 7,58%. Dei nuovi positivi, il più giovane e il più anziano sono entrambi di Pescara: si tratta di un bambino di due anni e di un uomo di 83. Quelli con meno di 19 anni sono 24: dodici in provincia dell'Aquila, sette in provincia di Teramo, tre in provincia di Pescara e due in provincia di Chieti.
LE LOCALITÀ
Solo tre le località con più di dieci nuovi casi. In testa c'è L'Aquila, con 12 contagi recenti, seguita da Pescara e da Sulmona, entrambe con dieci. A livello provinciale, l'incremento più consistente si registra nell'Aquilano, con 59 nuovi casi, che portano il totale a 9.882. Poi ci sono il Pescarese (25, totale 6.111), il Chietino (24, 5.807) e il Teramano (23, 8.184). A questi dati si aggiungono 249 pazienti residenti fuori regione (-1) e 165 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza (-6).
AUMENTANO I RICOVERI
Continua a scendere il numero degli attualmente positivi al virus. Sono 447 in meno, per un totale di 16.641. Aumenta lievemente, però, il numero dei ricoveri, che sono 751, tredici in più rispetto a domenica. In particolare, 678 pazienti (+11) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 73 (+2) sono in terapia intensiva: in questo caso, il dato è frutto di cinque nuovi ricoveri e tre decessi. Il dato sui ricoveri che non scende, secondo il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, è dovuto al fatto che «la maggior parte delle persone che si ammalano sono anziane. Siamo una delle regioni con l'età media più alta», sottolinea, «e i pazienti più anziani finiscono più facilmente in ospedale».
«LA SITUAZIONE MIGLIORA»
Nel complesso, comunque, sottolinea Fazii, «la situazione sta migliorando e sono fiducioso sull'immediato futuro: il trend favorevole proseguirà probabilmente per tutto il mese di dicembre. Quello che accadrà dopo», avverte il virologo, «dipende solo da noi e dai nostri comportamenti». Fazii, che è membro del Gruppo tecnico scientifico regionale, sottolinea – senza entrare nel merito degli aspetti politici o burocratici – che, proprio alla luce dei dati confortanti e dell'andamento epidemiologico favorevole, l'organismo di esperti, riunito domenica, ha dato parere favorevole ad una riduzione delle restrizioni in atto. «Restano alcune criticità», aggiunge, «a partire proprio dal tasso di ospedalizzazione, che è ancora piuttosto alto».
PRUDENZA
L'esperto, per non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora, invita alla prudenza e a non ripetere gli errori commessi nei mesi estivi. «I comportamenti sbagliati dell'estate», dice, «hanno comportato in Italia e in Abruzzo tanti decessi. Durante le festività natalizie, quindi, è fondamentale rispettare le misure preventive. Serve assoluto rigore, ad esempio, di fronte agli assembramenti, in particolare tra giovani. Atteggiamenti sbagliati fanno sì che il contagio si diffonda, anche se poi in ospedale non ci finiscono i ragazzi, bensì i loro cari che hanno più di 50 anni».
Mascherine, distanziamento sociale, spostamenti vietati, niente serate tra amici o partite a carte: Fazii ricorda le regole imposte per il Natale e sottolinea che «hanno un senso ben preciso e vanno rispettate». In particolare, evidenzia, mascherine e igiene delle mani, oltre al Covid-19, riducono «in modo importante tutte le sindromi da raffreddamento, tra cui l'influenza, e le patologie trasmissibili per via aerea. Bisogna assolutamente rispettare le regole», conclude il virologo, «altrimenti a gennaio andremo incontro ad un disastro».
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