Autismo, 8 domande ai candidati

22 Gennaio 2019

Salute, inclusione scolastica, lavoro: cosa farà chi governerà per i prossimi 5 anni?

L’AQUILA . «Cosa farà, una volta eletto, per le persone con autismo»? È racchiuso in questa interrogazione il senso delle otto domande che Dario Verzulli, presidente dell’associazione Autismo Abruzzo Onlus, rivolge non solo ai quattro candidati che il 10 febbraio si sfidano per la presidenza della Regione, ma anche a tutti coloro che si propongono come consiglieri. La prima domanda riguarda l’accesso alle terapie: «Cosa farà», chiede Verzulli, «per le tante famiglie in lista di attesa»? La legge sui Lea, osserva, ha prodotto una vera e propria rivoluzione che impone alle regioni l’erogazione di servizi riabilitativi per le persone con autismo. In Abruzzo sono stati regolamentati i criteri di accesso, ma purtroppo, «solo un terzo dell’utenza ha accesso a percorsi riabilitativi». La seconda domanda riguarda il «protocollo per la salute orale di utenti non collaboranti. Quale risposta intende dare»? Attualmente la situazione è disastrosa, «con mesi di attesa», interventi che vengono svolti solo in anestesia generale. «I nostri figli, i nostri familiari, hanno il diritto di essere curati e di poter contare su un servizio accessibile e funzionale che assicuri anche attività di prevenzione e igiene orale». La terza domanda riguarda l’accesso diretto ai servizi sanitari. «Cosa intende fare», chiede Verzulli, «per giungere all’azzeramento della burocrazia, impraticabile nella nostra condizione»? Il quarto quesito si riferisce al Centro di riferimento regionale per l’Autismo (Crra). «Occorrono risorse finanziarie dedicate e risorse umane stabili per continuare a garantire il servizio di grande qualità. Come intende valorizzare e potenziare questo organismo di eccellenza della nostra Regione»? E con la quinta domanda si arriva all’inclusione scolastica, ai servizi sociali e diritto allo studio degli studenti con disabilità. «Come intende intervenire per garantire il diritto allo studio? Da due anni», aggiunge Verzulli, «gli studenti disabili abruzzesi hanno subito una pesante riduzione delle ore di assistenza (da 20 ore a 15 a settimana) che ha penalizzato chi ha maggior bisogno». Il discorso della scuola passa anche attraverso la formazione specifica per docenti di sostegno. «Ritiene possibile», chiede il presidente di Autismo Abruzzo Onlus, «l’utilizzo di risorse del Fondo Sociale Europeo sia nella programmazione in corso sia in quella futura per organizzare ed erogare percorsi specifici ed efficaci»? La domanda numero sette si riferisce all’avvio al lavoro tutelato per le persone con grave disabilità. «Quali azioni prevede al riguardo»?
E infine, la preoccupazione più grande per le famiglie, il “dopo di noi. Quale sarà la sua azione per il riconoscimento di questo diritto? È necessario un percorso di accompagnamento per gli adulti che devono imparare a vivere senza il supporto delle famiglie. Ma è altresì importante che ciò avvenga non troppo distante dal contesto familiare.Un percorso virtuoso è già nato all’Aquila con l’accordo sottoscritto tra Comune e Asl per la sperimentazione di piccole comunità residenziali». (a.bag.)