Autismo, due giorni di conoscenza

A Spoltore incontri, spettacoli e iniziative per imparare a vivere con la patologia
SPOLTORE. Due giorni dedicati all'autismo a Spoltore nell'ambito delle giornate mondiali dedicate alla consapevolezza di questa condizione. Tema di quest'anno, come imparare a vivere con l'autismo. Sabato il convegno con gli interventi di Luisa Di Biagio, Laiza Di Berardino, Elisabetta Berenci, Lilla D'Anniballe e Sara Campetta. Domenica la festa al piazzale Belvedere, con l'esibizione di artisti di strada, giochi e spettacoli. Sara Campetta è uno dei genitori di bambini autistici che ha collaborato a organizzare l'evento: «Consapevolezza è la parola chiave perché solo informando possiamo abbattere lo stigma della malattia, che è forte nella società e rende anche le famiglie "autistiche", isolate».
Coinvolte anche le scuole con lavori a tema. Tante famiglie, poi, hanno raccolto in questi giorni l'invito dell'amministrazione addobbando con palloncini blu la propria abitazione. Nella notte tra l'8 e il 9 aprile, infine, il Convento è stato colorato di blu attraverso una speciale illuminazione. L'autismo è stato scoperto in modo indipendente, negli anni Quaranta, da due medici, Leo Kanner a Baltimora e Hans Asperger a Vienna. I due non si conoscevano e tuttavia, per un'incredibile coincidenza, diedero alla sindrome lo stesso nome. Il termine viene dal greco autòs, "se stesso", ed è molto azzeccato, perché la più singolare caratteristica dell'autismo è il completo ritiro dal mondo sociale e la spiccata refrattarietà o incapacità di interagire con gli altri. La scienza è ancora alla ricerca di risposte precise, ma con ogni probabilità i bambini autistici hanno difficoltà a distinguere se stessi, o gli altri, come individui immersi in una collettività di altre persone. Per questo molti bambini affetti da questo disturbo faticano a utilizzare correttamente i pronomi "io" e "tu" nella conversazione. Alcuni stentano a capire i proverbi e le metafore. Quando si dice loro di «darsi una mossa», magari cominciano letteralmente a muoversi per la stanza. Quando si chiede loro di spiegare il proverbio «non è tutto oro quel che luccica», alcuni danno risposte letterali come: «significa che un metallo giallo non sempre è oro». L'autismo è ancora molto difficile da curare, ma le neuroscienze sono una disciplina giovane a confronto con le altre scienze mediche: nel giro di poche generazioni si sono fatti enormi passi avanti, e con investimenti nella ricerca la probabilità di trovare nuove cure è molto più alta che per altre patologie. Sembra che alla base del disturbo ci sia un cattivo funzionamento dei neuroni specchio, che sono alla base delle nostre capacità imitative e quindi delle funzioni umane più evolute.

