Autismo, le associazioni si uniscono

15 Dicembre 2017

«Vogliamo diritti e risposte uguali in tutta la regione». In Abruzzo circa 700 persone sono affette dal disturbo

PESCARA . Fornire una risposta culturale all’autismo, creando un interlocutore unico per ottenere diritti e risposte uguali in tutta la regione. Nasce con questi obiettivi la federazione FederAutismo Abruzzo, costituita da diverse associazioni e fondazioni che coinvolgono esperti e familiari di persone con il disturbo dello spettro autistico. Una sorta di “modello Abruzzo”, primo esempio del genere in regione, un passo culturale, che ha al centro anche la ricerca, per sostenere le famiglie e raggiungere quanti più obiettivi possibili. Tra le finalità anche la conclusione dell’iter del recepimento della legge nazionale sull’autismo. La federazione è stata costituita dalla Fondazione Il Cireneo Onlus, dalla Fondazione Paolo VI, dall’Associazione Alba Onlus, dalla Fondazione Oltre le Parole e dall’Angsa Abruzzo. Ieri la presentazione ufficiale, a Pescara. C’erano, tra gli altri, la presidente, Germana Sorge, il vicepresidente, Nicoletta Verì, il segretario, don Marco Pagniello, Vittoriano Lemme e Alessandra Portinari del direttivo, insieme ai rappresentanti delle diverse associazioni e fondazioni. Intervenuti, inoltre, la deputata Maria Amato (Pd), l’assessore regionale al sociale, Marinella Sclocco, il collega Donato Di Matteo, e il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), Alfonso Mascitelli. Drammatici i numeri dell’autismo in Abruzzo, laddove è possibile effettuare delle stime. Sono tra le 650 e le 700 le persone di età compresa tra gli zero e i 30 anni seguite nelle strutture delle associazioni. Mancano all’appello gli adulti, che sono tutti fuori regione, non essendoci assistenza sul territorio. I numeri effettivi, quindi, sono molto più elevati. «L’obiettivo», spiega Sorge, «è quello di unificare gli interventi e le risorse, e avere uno scambio sulle risposte che devono essere date alle famiglie e alle persone con autismo». La questione principale è evitare il frazionamento. «La nostra vuole essere una risposta culturale all’autismo, che non è di questa associazione o di quell’altra, ma un problema sociale e sanitario. È necessaria questa rete per dare un punto di riferimento alle istituzioni e fare in modo che i diritti e le risposte siano uniche». «Siamo convinti», aggiunge la presidente, «che le risposte siano quelle scientifiche e non altre. Vorremmo anche convincere coloro che si occupano di autismo e che vogliano federarsi con noi che questa rete è importante, altrimenti si rischia di diventare campane stonate che reclamano in modo sterile. Non dobbiamo combattere le istituzioni, ma collaborare e accompagnarle». I componenti della federazione definiscono un «fatto storico» la nascita del nuovo soggetto e sottolineano la necessità di «portare avanti battaglie per i diritti dei nostri figli. Le famiglie», dicono, «si devono unire per raggiungere quanti più obiettivi possibili in un mondo in cui non c’è più assistenzialismo. Dobbiamo scendere in campo e lottare, perché dai 18 anni in poi si è praticamente invisibili. Deve essere riconosciuta una dignità ai soggetti autistici».
«Decidere di fare fronte comune», sottolinea Sclocco, «è una grande vittoria, anche culturale. In Abruzzo ho trovato una situazione molto divisiva delle associazioni, quello che sto cercando di dire a tutti e di fare ciò che avete fatto voi». Nell’esprimere soddisfazione per la nascita della federazione, Mascitelli afferma che «questo è solo l’inizio di una collaborazione utilissima a tutta la regione», dato che FederAutismo sarà rappresentata all’interno del comitato tecnico scientifico della Regione. Soddisfazione anche da parte della deputata Maria Amato, promotrice dell’emendamento che ha di fatto inserito l’autismo tra i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza): «Questo», dice, «ha dato un senso alla mia presenza in Parlamento».
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