Auto di lusso Tre assolti e 43 a giudizio
PESCARA. Auto di lusso acquistate con finanziarie intestate a prestanome, auto per cui si pagavano due, tre rate mentre, uscite dalla concessionaria, venivano rivendute, quasi sempre in Albania, per...
PESCARA. Auto di lusso acquistate con finanziarie intestate a prestanome, auto per cui si pagavano due, tre rate mentre, uscite dalla concessionaria, venivano rivendute, quasi sempre in Albania, per poi simularne il furto. Parlava attraverso un giro da circa un milione di euro una maxi inchiesta del 2009 per associazione per delinquere finalizzata alla truffa che ruotava attorno ad auto di lusso e in cui erano finite 49 persone.
A chiedere il rito abbreviato erano stati in sei tra cui Francesco Anello e Danilo Di Bartolomeo che, difesi dall’avvocato Carlo Di Mascio, sono stati assolti per non aver commesso il fatto così come Aladino Saidi. Di Bartolomeo, in particolare, in seguito all’inchiesta era stato costretto anche a chiudere la sua concessionaria di auto a Chieti Scalo. In 43, invece, sono stati rinviati a giudizio e il processo comincerà il 18 maggio.
Secondo l’accusa rappresentata dal pm Anna Rita Mantini i reati sarebbero stati commessi per acquistare auto di grossa cilindrata truffando le assicurazioni con falsi incidenti oppure – sempre secondo l’accusa – attestando, con furti simulati o una serie di passaggi di proprietà fittizi, il perduto possesso dell’auto precedentemente acquistata in leasing. L’accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ad altri reati contro il patrimonio e alla falsità in atti.
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