«Auto ibride, ripristinato il bollo»

22 Gennaio 2023

Pettinari (M5S) contesta la scelta della Regione: è inaccettabile, si torni indietro

PESCARA. «La Regione Abruzzo ha ripristinato il bollo sulle auto ibride. Se i mezzi immatricolati tra in 2019 e il 2021 potevano beneficiare dell’esenzione per i tre anni successivi, per quelli immatricolati dal 2022 non è più così. Insomma la Regione Abruzzo va in controtendenza rispetto al mondo intero e se prima ha incentivato l’acquisto delle auto ibride ora lo disincentiva, nonostante dovrebbe fare il contrario».
La denuncia arriva dal vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S) che ha voluto sottolineare il caso per chiedere un intervento risolutivo. «Questa materia», spiega, «è a discrezione delle Regioni, mentre per l’elettrico puro la regolamentazione è in capo allo Stato. E qui in Abruzzo la Regione ha deciso di non rinnovare l’esenzione per i mezzi non inquinanti che la stessa Regione aveva introdotto a partire dal 2019 e che riguardava proprietari e locatari di autoveicoli ad alimentazione ibrida (elettrico - benzina o elettrico - diesel ovvero idrogeno-benzina o idrogeno-diesel). Un esonero che durava tre anni, ma che dall’anno scorso è più previsto, lasciando sulle spalle dei cittadini l’intero importo del bollo, il cui valore medio in Abruzzo è di 230,73 euro, una tassa imponente», dice sempre Pettinari che stima «tra i 3 e i 5 cinque milioni l’incasso per questa voce. Un tesoretto, insomma. E mi chiedo cosa ci faccia la Regione». Il numero delle auto che rientrano in questa categoria, fa notare il vice presidente del Consiglio, è in costante crescita «e si stima che si passerà dalle 8.600 auto ibride immatricolate nel 2021 alle 14.300 del 2026».
La richiesta di Pettinati è che «si corra ai ripari facendo una norma almeno per il 2023, prevedendo l’esenzione per quest’anno e per quelli successivi. Il presidente Marco Marsilio e la sua giunta, dopo aver dimostrato tutta la loro miopia in merito alla tutela del territorio e delle nostre città», aggiunge, «dovrebbero colmare questa carenza normativa. Una buona strada sarebbe quella di prevedere l’esenzione per i due o i tre anni successivi all’acquisto, a prescindere dall’anno di immatricolazione, così da garantire un’agevolazione duratura, come già avviene in altre regioni italiane» conclude Pettinari che ha voluto far emergere «un aspetto finora mai sollevato». (f.bu.)