Auto parcheggiate sotto gli alberi per bloccare i tagli

Maltempo e soste ad hoc bloccano i lavori in via Scarfoglio Alessandrini: «Sono pronto a chiarire tutto in procura»
PESCARA. L'ultima trovata dei cittadini per fermare momentaneamente il taglio dei pioppi in via Scarfoglio, nel cuore della Pineta dannunziana, è stata di parcheggiare le auto in corrispondenza del simbolo verde impresso sui tronchi degli alberi da demolire. «Portate le macchine sotto le croci: significa parcheggio libero», dice uno degli attivisti in un video rimbalzato sul web.
Nel frattempo, complice la pioggia e un incontro convocato in sala giunta denominato «operazione chiarezza sulla messa in sicurezza delle alberature cittadine», il piano di manutenzione straordinaria voluto dal sindaco Marco Alessandrini e dall'assessore al Verde Laura Di Pietro ieri mattina non è andato avanti come da programma. La mobilitazione del mondo dell'arte, con la presa di posizione dello scrittore Erri De Luca e dell'attore Alessandro Gassman in difesa dei pini pescaresi, ha avuto l'effetto di smuovere anche il Soprintendente Francesco Di Gennaro che in una lettera indirizzata al Comune, ad Augusto De Sanctis del coordinamento Salviamo gli alberi e all'ex deputato di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo ha sollecitato la convocazione di un tavolo tecnico. In sostanza, è stato chiesto all'amministrazione «un approfondimento in considerazione della rilevanza paesaggistica e monumentale» dei diversi filari di alberi in via del Santuario, viale Kennedy, piazza Italia e altre parti della città. L'obiettivo è riuscire a conciliare le ragioni di sicurezza pubblica sbandierate dalla maggioranza di centrosinistra con la tutela del patrimonio arboreo e culturale richiesto dagli ambientalisti.
E se queste ultime hanno proseguito a denunciare «nuovi e grossolani errori nell'analisi fitostatica dell'agronomo Carlo Massimo Rabottini» facendo registrare momenti di tensione durante la commissione Vigilanza presieduta da Carlo Masci, il primo cittadino ha ritenuto opportuno rimarcare assieme all'assessore, al dirigente del settore Giuliano Rossi e al responsabile del servizio verde Mario Caudullo che «nessuno dei tagli fatti ha portato all'abbattimento di pini che non fossero pericolosi per la pubblica incolumità».
«In via Colle di Mezzo», ha tuonato Loredana Di Paola, «sono stati abbattuti 4 alberi, di cui due pericolosi e due invece sani; inoltre, sono stati commessi diversi errori di numerazione come già avvenuto in via del Santuario». «Non vedo l'ora», dice Alessandrini, «di andare a chiarire in Procura perché le controversie degli uomini vengono accertate e ciascuno risponde delle proprie affermazioni e responsabilità. Il legittimo dissenso non deve impedire l'esercizio della democrazia. Oggi qualcuno dice che è un caso nazionale quello che accade a Pescara, eppure lo stesso avviene a Venezia, Rovigo, Genova e Roma, dove un pino è crollato ferendo 4 persone. La differenza è che nessuno in Italia ripianta due alberi per ogni taglio come facciamo noi. Il nuovo comandante dei vigili del fuoco ci ha persino lodato per la prevenzione». Come è stato precisato da Di Pietro, il patrimonio arboreo di Pescara è di quasi 17mila alberi e le piante che si dovranno tagliare perché a rischio crollo sono 121, pari allo 0,7 per cento. «Solo a marzo 2015 ci sono stati 50 tronchi crollati per il maltempo. Il mio assessorato riceve ogni giorno almeno 20 richieste di verifica della stabilità delle piante e un censimento del genere è una buona prassi, da rivendicare con orgoglio. Su via del Santuario c'è stato un refuso nella relazione, ma le piante erano tutte da tagliare. A oggi non ci risultano errori, ma verificheremo le segnalazioni e se c'è stato un errore umano avrà un peso e chi deve pagare lo farà».

