Autolavaggi, blitz della Finanza: scattano le multe e un sequestro

19 Maggio 2023

Sigilli a una attività che non aveva l’autorizzazione per lo scarico e lo smaltimento delle acque sporche E le Fiamme gialle scoprono anche lavoratori in nero: sanzioni di duemila euro per ogni irregolare

PESCARA. Gli autolavaggi di Pescara e Chieti sono finiti nel mirino della Guardia di finanza che ha passato al setaccio varie attività scovandone una senza autorizzazioni, a Chieti Scalo. In altre strutture per il lavaggio delle auto sono stati individuati, invece, alcuni lavoratori in nero, nei due capoluoghi di provincia, per cui sono scattate delle sanzioni. A tracciare un bilancio dell’operazione “Dirty wash” è la Guardia di finanza, attraverso i militari del Reparto Operativo Aeronavale: l’obiettivo era quello di verificare il rispetto della normativa ambientale e giuslavoristica nell’area metropolitana, dove insistono diversi autolavaggi.
A Chieti scalo le irregolarità accertate riguardano le autorizzazioni necessarie allo svolgimento dell’attività, in relazione alle norme che disciplinano il corretto scarico e smaltimento delle acque provenienti dal lavaggio. Queste ultime, infatti, sono considerate acque reflue industriali, essendo molto inquinanti, e devono essere convogliate in appositi impianti di trattamento e depurazione. Prima di essere immesse nella rete fognaria pubblica devono essere preventivamente autorizzate, dicono sempre i finanzieri, ma gli accertamenti delle Fiamme gialle hanno fatto scoprire che il via libera non c’era per cui il responsabile è stato denunciato proprio perché ha omesso questo passaggio e per l’autolavaggio è scattato il sequestro sull’area dove venivano puliti i mezzi, in modo da impedire la reiterazione dell’inquinamento ambientale e l’aggravamento dello stesso.
Passando da una struttura all’altra i finanzieri si sono occupati anche dei controlli sulla regolarità dei lavoratori, per far emergere l’eventuale impiego di personale in nero. Sono stati trovati alcuni “dipendenti” impegnati all’interno delle strutture oggetto di controllo pur non essendo assunti e senza che ci fosse la comunicazione preventiva all’Ispettorato del lavoro. Anche per questi autolavaggi, che si trovano a Pescara e Chieti, ci sono state delle conseguenze negative. Il personale del Reparto Operativo Aeronavale ha elevato delle sanzioni amministrative a diverse strutture, per un importo di 2.000 euro per ogni lavoratore non in regola. Con questi interventi, sottolineano i finanzieri, si è puntato al «contrasto del lavoro nero, che è piaga per l’intero sistema economico in quando sottrae risorse all’erario» e alla «tutela ambientale, attraverso la quale si aggrava il fenomeno della competizione sleale». (f.bu.)