Autonomia, Stefani ne parla a Teramo

5 Febbraio 2019

Il ministro delle Regioni: «Sarebbe un grandissimo onore poter avere sul tavolo una richiesta dall’Abruzzo»

TERAMO. «Sarebbe un grandissimo onore poter avere sul tavolo del ministero una richiesta di autonomia differenziata anche per l'Abruzzo». A Teramo per presentare il “Decreto interministeriale per le Province e le autonomie del territorio”, il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Erika Stefani ha parlato delle opportunità di un regionalismo differenziato anche per l'Abruzzo. «Le competenze che chiedono le Regioni sono già esercitate, ma in via concorrenziale, con lo Stato, possono già legiferare entrambi su queste materie», ha spiegato il ministro, «il bilancio dello Stato, compreso le Regioni in autonomia differenziata, sarà sempre uguale. Si tratterà di avere maggiori competenze e queste Regioni tratterranno sul loro territorio delle imposte per pagare quelle competenze che già oggi lo Stato paga». Nel corso dell’incontro, che si è svolto nella sala consiliare della Provincia e al quale hanno partecipato oltre al presidente Diego Di Bonaventura anche il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo, e i senatori Paolo Arrigoni, Toni Iwobi, e Manuele Pellegrino il ministro ha parlato anche del superamento della legge Delrio. «La Lega in primis ha sempre inteso rendere protagonisti gli enti territoriali», ha detto Stefani» che sono importantissimi nel governo locale. Le Province esistono, ci sono e vanno dotate di strumenti per funzionare. Avere enti con competenze e non dotarli di risorse, in termini economici e di personale, significa creare un danno ai territori». Il ministro ha poi sottolineato come il Governo abbia inteso recuperarne il ruolo anche attraverso meccanismi finanziari. Soldi destinati anche all'Abruzzo: 3,1 milioni a Chieti, 6,5 all'Aquila, 2 a Pescara e 2,5 a Teramo. Sul tavolo anche la questione terremoto, con Stefani che ha sottolineato come si stia lavorando per far sì che la competenza sulle pratiche B, quelle sui danni lievi, passino ai Comuni per velocizzare le pratiche. «Avere ministri e parlamentari sul territorio è fondamentale», ha commentato Di Bonaventura, «per fargli capire i problemi che abbiamo e consentirgli di elaborare provvedimenti adeguati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.