Autovelox, multata 13 volte fa ricorso: «Non è regolare»

Tremila euro di sanzioni e patente quasi azzerata, commerciante contesta l’impianto di Colle Renazzo: «Non è omologato, i verbali vanno annullati»
PESCARA. Tredici multe in tre settimane, dopo il passaggio davanti all'autovelox di Colle Renazzo tarato a 50 chilometri orari. Tremila euro di sanzioni e quasi tutti i punti ritirati dalla patente, che rischia di perdere. È il record toccato da L.A. imprenditrice di una storica attività di Porta Nuova che ogni giorno percorre il tratto interessato dal sistema di rilevazione della velocità per recarsi al lavoro a Pescara, dalla sua abitazione a confine tra San Giovanni Teatino e Fontanelle.
Dopo le proteste in strada, le petizioni, i ricorsi e la rabbia degli automobilisti, cittadini e residenti di via di Sotto, inondati di buste verdi per migliaia di euro di multe, partono una quindicina di ricorsi al giudice di pace anche da parte delle vittime dell'autovelox di Colle Renazzo.
Se ne sta occupando un noto studio legale di Pescara che ha raccolto anche il grido di dolore dell'imprenditrice pescarese.
«Mi è preso un colpo», racconta sconvolta la commerciante di Porta Nuova, «quando mi sono vista arrivare, tra la fine di febbraio e i primi di marzo, i 13 verbali da svariate centinaia di euro l’uno di addebito. Ho aperto solo i primi due, scoprendo di aver superato il limite di 53 o 60 chilometri orari, poi non ho più avuto il coraggio di aprire le altre buste che ho affidato interamente al legale». Il quale, chiedendo la riservatezza, spiega la sua linea difensiva basata sulla dimostrazione del fatto che il sistema di rilevazione «non sarebbe omologato, ma solo in possesso dei requisiti di approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture».
In conseguenza di ciò, secondo il legale che ha messo in fila una quindicina di ricorsi, si potrebbe ipotizzare «l’annullamento delle contravvenzioni». Tutto da dimostrare, ma nel frattempo monta la frustrazione della commerciante multata 13 volte, almeno fino a questo momento.
«Sono destabilizzata da questa situazione che arriva anche in un periodo difficile per l’economia in generale e sono tanti tremila euro di sanzioni per aver percorso a 50-60 all’ora un tragitto che compio da 30 anni senza mai un incidente», conclude la commerciante, «ho il terrore che mi tolgano la patente che non mi consentirebbe più spostamenti per lavoro e la famiglia. Vivo in una zona non coperta dal servizio di trasporto pubblico, quindi, oltre al danno economico, la beffa di perdere i punti senza i quali rischio di rimanere a piedi».

