«Avevo gli occhi sul telefonino quando mi sono schiantato»

12 Giugno 2021

PESCARA. Sono passati un po’ di anni, ma il ricordo è ancora chiarissimo per Michele Di Toro, il pianista abruzzese che si sposta in continuazione, lungo lo stivale, per i suoi concerti, per cui...

PESCARA. Sono passati un po’ di anni, ma il ricordo è ancora chiarissimo per Michele Di Toro, il pianista abruzzese che si sposta in continuazione, lungo lo stivale, per i suoi concerti, per cui percorre migliaia e migliaia di chilometri in auto. Stava tornando da Milano e percorreva la A1 quando ha avuto un incidente stradale dal quale, fortunatamente, è uscito illeso. «È successo tutto per colpa del maledetto cellulare», dice oggi, e gli è «servito di lezione» perché da allora parla al telefono solo con il Bluetooth. Memore della sua esperienza, Di Toro consiglia agli automobilisti, soprattutto quelli giovani, di «evitare assolutamente l’uso del telefono, alla guida». Ripensa a quel viaggio, il giorno dopo un concerto al “Blue note”, e ammette subito che aveva «dormito poco, perché la sera prima avevo lavorato. E invece è importante riposare, per concentrarsi alla guida». Sull’Autostrada del Sole «c’era la coda, c’era molta gente in giro per un concerto di Ligabue, ed era un continuo accelerare e poi frenare (il che crea un certo nervosismo). Io stavo discutendo con una persona tramite messaggio per cui avevo una mano al volante e l’altra al cellulare ed ero preso da questa conversazione, avevo gli occhi sul telefono. A un certo punto, nella zona di Piacenza, ho frenato all’improvviso per evitare di finire contro l’auto che mi precedeva e mi sono buttato sulla corsia di mezzo ma ho preso il veicolo davanti e sono stato a mia volta colpito dall’auto che arrivava da dietro. Per fortuna nessuno si è fatto niente».
Da allora qualcosa è cambiato. «Ci ho messo giudizio, uso sempre il Bluetooth, ma altri non lo fanno, nonostante le auto siano equipaggiate in questo senso. Non mi è successo più niente ma vedo che la guida con il cellulare continua ad essere un problema. Pur non avendo dei dati, credo che il telefonino sia la causa del 90% degli incidenti. Vedo qualcuno che guida, addirittura, con la sigaretta e il cellulare, in due mani diverse. Io mi sono salvato per miracolo, poteva finire male. E la lezione mi è servita», conclude. (f.bu.)