Avvisi con gli altoparlanti per evitare assembramenti

13 Novembre 2020

Il comitato per l’ordine pubblico in prefettura detta le regole per il fine settimana Nel mirino gli spostamenti tra comuni e il consumo in strada del cibo da asporto

PESCARA. Come monitorare la permanenza di Pescara e provincia nella zona arancione. Se n'è parlato ieri nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo con la partecipazione del direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi, del sindaco di Pescara Carlo Masci e dei rappresentanti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Con l'entrata in vigore delle limitazioni connesse al nuovo status legato al coronavirus, quello contraddistinto dal colore arancione, è stato deciso di promuovere nuovi e più incisivi controlli, per fare in modo che i divieti vengano rispettati e quindi che non si creino assembramenti e si rispetti, ad esempio, l'obbligo di non spostarsi da un comune all'altro.
Ci sarà «un potenziamento» dei servizi e per quanto riguarda le zone più gettonate della città, la situazione sarà «monitorata attentamente nel prossimo fine settimana in modo da adottare misure più rigorose, qualora si dovesse rendere necessario», spiega una nota della prefettura che si mostra fiduciosa avendo già registrato «il senso di responsabilità dei cittadini nel corso dell’emergenza sanitaria».
Il Comune farà la sua parte con le telecamere già installate (e attive) in piazza Muzii e in largo Mediterraneo, utilizzate durante il lockdown dei mesi scorsi. Come? Nel caso in cui si dovessero verificare assembramenti registrati dalla telecamera, l'impianto sonoro emetterà un segnale tramite l'altoparlante, un messaggio, che invita a mantenere le distanze per evitare il rischio di contagio. E le riprese, spiega Masci, «saranno messe a disposizione della prefettura per valutare la necessità di ulteriori provvedimenti, come la possibilità di chiudere delle strade, ma in questo momento è escluso che ciò accada» perché, commenta il sindaco, Pescara «è meno colpita rispetto ad altre province e ora non c'è motivo di pensare a un irrigidimento delle misure. Il nostro obiettivo», dice sempre il sindaco, dev'essere «uscire dalla zona arancione perché questa situazione colpisce la città dal punto di vista economico».
Controlli, telecamere e messaggi sonori sono finalizzati anche a evitare che si creino gruppi di persone fuori dai locali, tanto più che per l'asporto c'è il divieto di «consumazione sul posto o nelle adiacenze» dei locali, da rispettare assolutamente. Uno dei punti al centro della riunione è stato «il controllo degli spostamenti tra comuni, soprattutto verso Pescara» perché è possibile passare da un centro all'altro solo se «sussistono comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute», per cui saranno attuate delle verifiche.
E su questo punto il sindaco ha posto un quesito, che «la prefettura girerà al governo», visto che molti arrivano a Pescara «dai centri immediatamente limitrofi, dell'area metropolitana, per usufruire dei servizi di parrucchieri ed estetiste, ad esempio». Nel corso dell'incontro, sempre su sollecitazione di Masci, è stato specificato che «nel fine settimana all'interno dei centri commerciali e dei mercati non è possibile l'attività di ristorazione da asporto, ma possono stare aperte solo determinate attività come tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari».
La situazione sarà monitorata nell'ambito di un tavolo che ieri si è deciso di costituire in prefettura con funzioni di cabina di regia e sono previste almeno due riunioni a settimana, per esaminare di volta in volta se e quanto le misure vigenti vengono rispettate, come annunciano sempre da Palazzo del Governo. E' stato anche annunciato che «lunedì sarà riaperto il Centro operativo comunale (Coc), che ha funzionato bene durante il lockdown», dice il sindaco. «E nell'ambito dell'assistenza da fornire ai cittadini, è previsto anche un supporto a chi ha bisogno di mettersi in contatto con la Asl, per il Covid, e non ci riesce».
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