Avvocati e giudici per l’ultimo saluto a Pilotti Aielli

16 Giugno 2016

Folla commossa ai funerali del principe del foro «Il migliore di noi ci ha lasciato». Gli sarà intitolata un’aula

PESCARA. Lungo e commosso. L’addio all’ultimo principe del foro penale pescarese è stato un momento di sentita partecipazione, con avvocati e magistrati a rendere omaggio a Medoro Pilotti Aielli, scomparso a 85 anni domenica scorsa all’ospedale di Pescara, dove era ricoverato da qualche giorno. Rara figura di penalista, gentiluomo d’altri tempi, Pilotti Aielli ha fatto della professione legale una ragione di vita e una regola morale, con una dedizione quotidiana fino a che la malattia, dovuta ad alcune complicanze cardiache, glielo ha consentito.

Ieri pomeriggio, fuori dalla chiesa di Sant'Antonio, il necrologio di partecipazione degli iscritti alla Camera penale ha eloquentemente annunciato: «Il migliore di noi, già nostro Presidente, ci ha lasciato», aggiungendo che «resta fulgido per tutti il suo esempio di moralità, signorilità e professionalità», mentre quello dell'Ordine degli Avvocati lo ha ricordato come «maestro di avvocatura» dalle elette doti morali e professionali.

La toga sul feretro e le file dei banchi occupate dai migliori professionisti della città, ai primi posti la moglie Maria Luisa, la figlia Cristina e il nipote Francesco, accanto sedevano le sorelle Anna e Mimma e il fratello Antonio Pilotti Aielli, noto civilista, con l'avvocato Anna Maria Paolucci, allieva e poi collega di studio per 30 anni di Medoro Pilotti Aielli, e alla fedelissima segretaria Rosanna Di Nisio.

Davvero in tanti hanno seguito con commozione i funerali, c'era il presidente della Fondazione Forum Aterni Franco Sabatini, c'erano i decani dell'avvocatura cittadina, come Achille Turri, Carmelo Paolucci Pepe, Alfonso Vasile e Giorgio Di Carlo, e alcuni degli avvocati più in vista del foro pescarese, come Sabatino Ciprietti, Massimo Di Paolo, Giuliano Milia, Giulio Cerceo, Italo Gandolfi, Giulio Tartaglia, Augusto La Morgia, Ugo Di Silvestre e Marco Spagnuolo, e molti esponenti della nuova generazione di legali, come Fabrizio Rulli, Federico Squartecchia, Antonio Oronzo, Patrizia Amico, Roberta Contini, Roberto Saccoccia e Remo Donatelli, marito della nipote di Pilotti Aielli.

Ma c'erano anche i magistrati di ieri e di oggi, come il dottor Spinaci, il dottor Zaccagnini, l'attuale presidente del tribunale pescarese Angelo Bozza, il procuratore di Vasto Giampiero Di Florio, i pubblici ministeri Bellelli e Santoro, e tanti volti noti della città, dall'ex sindaco Luigi Albore Mascia al vignaiolo Gaspare Lepore, parente della famiglia, fino a Guido Dezio, l'ultimo assistito dell'avvocato Medoro Pilotti Aielli. Durante il rito funebre ha preso la parola il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Pescara, Donato Di Campli: «Abbiamo perso un eccellente avvocato, un maestro di diritto, un testimone sensibile del ruolo di difensore», ha detto Di Campli «un collega dal tratto signorile e dall'immensa cultura giuridica, forte di una capacità di argomentare e persuadere incredibile, sempre impegnato in uno studio maniacale del fascicolo processuale, sempre disponibile al confronto, sempre generoso nell'insegnamento ai più giovani. I più grandi avvocati della penisola gli telefonavano per confrontarsi su questioni giuridiche e aspetti processuali e lui senza superbia e gelosie dispensava consigli a tutti».

Di Campli ne ha ricordato anche l'impegno all'Ordine pescarese come consigliere e tesoriere nei primi anni ’80. «Anche se aveva dovuto allontanarsi dalla professione, il suo nome continuava a riecheggiare nelle aule del tribunale e continuerà a farlo. Pilotti Aielli ha dato lustro al Foro di Pescara, ciao Medoro, avvocato principe del foro». Un lungo applauso è seguito al ricordo del presidente Di Campli e già si pensa a commemorazioni, pubblicazioni e all'intitolazione di un'aula penale a Medoro Pilotti Aielli, profondo interprete dell'avvocatura italiana.

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