Avvocato rapinato del Rolex «Ferito alla mano con un coltello»

12 Maggio 2021

Japoco De Marco, 26 anni, racconta l’assalto subito a Roma dopo aver parcheggiato in piazzale Clodio «Ho bloccato il balordo per i polsi. Ma quando ho visto che stavo sanguinando, gli ho dato l’orologio»

PESCARA. Pensava di avere di fronte un parcheggiatore abusivo, in cerca di qualche spicciolo, dopo aver lasciato l’auto in piazzale Clodio, a Roma. E invece quello che si è presentato di fronte a Jacopo De Marco, 26 anni, penalista pescarese, era un rapinatore, armato di coltello. Il balordo lo ha ferito a una mano durante una colluttazione e gli ha portato via un Rolex Daytona per poi fuggire con il complice ma nel giro di pochissimo i carabinieri hanno bloccato i due e li hanno arrestati.
Il giorno dopo la disavventura, De Marco racconta cosa gli è accaduto. Due giorni fa era a Roma, con il padre Giancarlo, noto avvocato del capoluogo adriatico, per una udienza in Corte d’Appello. «Per evitare di fare tardi ho fatto scendere mio padre e ho cercato parcheggio», racconta il 26enne. «Ho notato due uomini, uno con il volto coperto, ma ho ritenuto che fossero dei parcheggiatori abusivi, non ho pensato a qualcosa di negativo. Dallo specchietto ho notato che uno dei due mi veniva incontro e, immaginando che mi avrebbe chiesto del denaro per il parcheggio, ho preso degli spiccioli da consegnargli. Ho messo un piede fuori dall’auto e ho allungato la mano per porgergli i soldi ed è stato allora che uno dei due, quello con il volto coperto, mi è venuto addosso e mi ha puntato contro un coltello arrugginito. Con fare minaccioso mi ha indirizzato l’arma all’addome», prosegue De Marco ripercorrendo quei minuti concitati in cui si è sentito in pericolo. La reazione istintiva del 26enne è stata quella di opporsi al rapinatore, dopo aver capito che avrebbe potuto ferirlo. «Gli ho bloccato i polsi mentre lui mi chiedeva di dargli tutto. Voleva anche il telefono, per impedirmi di chiamare qualcuno e di lanciare l’allarme ma nella colluttazione sono riuscito a far cadere il cellulare in auto, tra i sedili posteriori». Il rapinatore non ha desistito, ha mantenuto il coltello rivolto verso la vittima, con fare aggressivo. «Non so se voleva colpirmi o spaventarmi, fatto sta che l’ho bloccato mentre mi avvicinava il coltello all’addome» ed è stato allora che il malvivente «ha tirato via il coltello, con forza, e mi ha ferito alla mano. Vedendo il sangue gli ho detto che gli avrei dato l’orologio e così ho fatto. Forse voleva dei soldi ma non ne avevo con me e poi ha visto l’orologio». Mentre il complice assisteva alla scena, il rapinatore «mi ha ordinato di non chiamare nessuno, altrimenti sarebbe finita male, e si è allontanato mentre l’altro continua a guardami con sguardo minaccioso, camminandomi davanti». De Marco, sotto shock, si è rivolto a una donna che stava parcheggiando, le ha chiesto di rivolgersi alle forze dell’ordine ma in quegli istanti passava di lì una pattuglia dei carabinieri che De Marco ha fermato e «gli ho chiesto di fermare i rapinatori che in quegli istanti mi sono passati davanti in auto. I carabinieri li hanno bloccati ma uno ha tentato la fuga a piedi ed è stato acciuffato. In macchina c’era il coltello mentre non è stato recuperato l’orologio, il cui valore va tra i 15 e i 20mila euro. Mi dispiace, perché sono affezionato all’orologio», prosegue De Marco che lunedì mattina è stato medicato prima in strada, dal personale medico arrivato in ambulanza, perché «perdevo sangue», e poi in ospedale, «dove mi hanno messo i punti».
La coppia di rapinatori è stata arrestata e ieri c’è stata la convalida.