Avvocato scomparso, ricerche sospese

Nessuna traccia di Ferrante, pescarese, sparito di casa il 10 marzo. Gli investigatori: nessun elemento per continuare
PESCARA. A 24 giorni dalla scomparsa, sono state sospese le ricerche di Franz Ferrante, il 49enne avvocato pescarese sparito di casa dal 10 marzo scorso. Le ultime tracce dell’uomo sono state lasciate su una vettura Nissan grigia abbandonata in contrada Pianapù di Serramonacesca, a 35 chilometri da Pescara e a venti minuti di cammino dall’eremo di Sant’Onofrio.
Ieri è stato smantellato il posto di comando avanzato dei vigili del fuoco che era stato allestito davanti al municipio di Serramonacesca, paese guidato dal sindaco Franco Marinelli, all’indomani (lunedì 11 marzo) della sparizione dell’uomo, appassionato di escursionismo e di discipline contemplative che lo portavano spesso a restare per più giorni fuori casa (ma non così tanti come ora ) e a isolarsi.
La decisione di abbandonare le ricerche, ad esclusione di alcuni passaggi delle forze dell’ordine che proseguiranno sporadicamente, è stata presa ieri mattina durante l’ultimo vertice che si è tenuto in prefettura, a Pescara in piazza Italia.
Dall’incontro è emerso che «un terreno molto ampio è stato battuto con esito negativo» e che quindi «allo stato attuale non ci sono elementi in base ai quali orientare le ricerche in modo più incisivo». Secondo le indagini degli investigatori è prevalsa anche l’ipotesi dell’allontanamento volontario, che ha avuto il suo peso nell’esito finale del provvedimento rilasciato dalla prefettura guidata da Gerardina Basilicata.
Quindi, fine delle ispezioni, lungo i sentieri della Majella, rese ai soccorritori ancora più complicate dalle pessime condizioni meteo (freddo, neve, pioggia, vento) che si sono abbattute, in queste settimane, sulle montagne intorno al paese circondate da una fitta vegetazione di rovi, cespugli e sterpaglie. Una cinquantina di volontari del soccorso, armati di droni e gps, composte da vigili del fuoco, sommozzatori dei vigili del fuoco, speleologi, carabinieri forestali, alpini, protezione civile, gruppo antincendio e unità cinofile molecolari, hanno setacciato oltre 40 mila di terreno, guadato ruscelli e pozze d’acqua nell’Alento, superato le insidie di dirupi e forre, ispezionato persino i tholos e i boschi intorno all’abbazia di San Liberatore. Ma, niente. Franz Ferrante, come Carlo Rodrigo Fattiboni a Caramanico, sembra essersi volatilizzato nel nulla.
Nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo, l’uomo è uscito di casa, zona ospedale, dopo essere rientrato poco prima col padre che non ha mai voluto rendere note le immagini del figlio (decisione che non ha consentito segnalazioni o avvistamenti). Ferrante ha preso l’auto e si è diretto a Serramonacesca, nei luoghi che amava e conosceva. Durante l’attraversamento del paese, tra mezzanotte e le tre di notte, il suo passaggio è stato immortalato dalle telecamere sparse lungo le vie. In auto, risultava essere da solo. È salito lungo i tornanti e ha imboccato il sentiero paludoso di Pianapù. E’ arrivato sulla spianata, ha parcheggiato l’auto dietro una siepe ai piedi dell’eremo, in uno spazio completamente nascosto alla vista del traffico che scorre lungo l’asse stradale principale e ha chiuso a chiave la vettura. Da quel momento, di Ferrante non c’è più traccia.

