Azienda Speciale, fioccano le cause dei dipendenti

Critiche all’ente strumentale per il contenzioso legale che rischia di appesantire i bilanci del Comune. Il commissario Luca Cirone: solo undici vertenze in tre anni
MONTESILVANO. Dipendenti trascinati in tribunale a tutti i costi, senza possibilità di conciliazione. È la polemica che sta interessando l'Azienda Speciale per i servizi sociali di Montesilvano, protagonista di una serie di contenziosi con i dipendenti che rischiano in futuro di gravare pesantemente sul bilancio dell'ente strumentale. La maggior parte delle cause, 11 dal 2014 a oggi, che vedono contrapposti i lavoratori all'Azienda, riguardano in particolare uno scatto di anzianità, richiesto ma non concesso dall'ente, che ha spinto i ricorrenti a rivolgersi al tribunale.
Le accuse mosse in queste ore dai detrattori ai vertici dell'Azienda – diretta da Eros Donatelli e amministrata dal commissario straordinario Luca Cirone – è di scegliere la via giudiziaria per agevolare economicamente l'avvocato che segue gli aspetti legali dell'ente, a discapito dei lavoratori e delle tasche dei cittadini. Per far luce sulla vicenda, il consigliere del Pd Pietro Gabriele ha presentato nei giorni scorsi una richiesta di accesso agli atti e si dice pronto a portare il caso in commissione se dovesse riscontrare anomalie. A interessarsi al caso è anche il presidente del Club Giamel, Gianni Scaburri. «Appare assurdo», denuncia, «che su 24 consiglieri comunali, solo Gabriele abbia scelto di far luce sulla questione, mentre gli altri hanno preferito mettere la testa sotto la sabbia. L'aspetto più grave è che questa Azienda sta spendendo e sarà condannata a spendere nel prossimo futuro molti soldi pubblici inutilmente». A minimizzare sulla questione e a esprimere il punto di vista dell'ente è il commissario straordinario Cirone. «È necessario fare le dovute precisazioni su queste polemiche strumentali che sono sorte in queste ore», dichiara. «A cominciare dall'avvocato Federica Liberatore, che ha vinto un avviso pubblico risultando la candidata migliore sia in termini economici che curriculari su altri 9 legali, e che ha un contratto di due anni che prevede anche la gestione degli aspetti legali interni all'ente oltre che quella dei contenziosi. A oggi, le spese effettive fuori contratto sono state di appena 4mila euro per 11 cause. Per cui appare evidente che non ci sia alcuna intenzione di attribuire incarichi aggiuntivi al legale».
Cirone fa chiarezza anche sui contenziosi attualmente aperti tra ente e lavoratori. «Parliamo di appena 11 cause in tre anni, su un totale di circa 150 dipendenti», spiega, «di cui 5 relative a un passaggio di livello, che nelle aziende private è automatico ma in quelle pubbliche no, che risale tra l'altro al 2006/2007. Nessuna di queste cause è ancora arrivata al secondo grado di giudizio, per cui ritengo fondamentale aspettare il parere di un secondo giudice prima di aprire un tavolo di concertazione con le sigle sindacali che finora non ci hanno mai interpellato in merito».
L'idea è quella di aspettare che anche una sola di queste cause venga vinta dal lavoratore in appello, per poter rinunciare a tutti i contenziosi e avviare una concertazione. «Fino a quel momento, non ce la sentiamo di sborsare circa 80 mila euro in più all'anno, oltre a circa 200mila di arretrati che, è bene ricordare, non intaccheranno le casse comunali, dal momento che l'importo erogato dal Comune all'Azienda rimarrà invariato in ogni caso». Quanto alle altre 6 cause, sono quasi tutte relative a licenziamenti o trasferimenti avvenuti a seguito di riorganizzazioni interne dell'ente.
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