Azione, ultima offerta a Pd e M5S: Costantini candidato indipendente

L’ex parlamentare accetta di scendere in campo rinunciando alla tessera del partito di Calenda Così Sottanelli offre a Marinelli e Castaldi la chiave per uscire da un labirinto di nomi e veti
SAN GIOVANNI TEATINO. Azione spiazza tutti come un cavallo sulla scacchiera. E fa una mossa che né il Pd né i Cinque Stelle possono cestinare. Prendere o lasciare, dice in sintesi il partito di Calenda che ieri, sotto la guida del deputato rosetano Giulio Cesare Sottanelli, ha tenuto una direzione regionale fiume in un hotel di Dragonara, a San Giovanni Teatino. La madre di tutte le assemblee si è conclusa con un documento chiaro che non dà alternative agli alleati di Abruzzo Insieme, in particolare a chi ha posto il veto sull’avvocato ed ex deputato Carlo Costantini perché è iscritto al partito di Calenda. Ma l’aspirante presidente che vuole sconfiggere Marsilio alle regionali del 2024 ha annunciato l’uscita da Azione per diventare un civico, candidato di ciascuna delle 13 sigle che compongono l’ampia coalizione. «Azione non fa scelte di campo, si impegna su un progetto di governo regionale alternativo al disastro di questa ultima legislatura a guida centrodestra testimoniato da dati e indici negativi che scaraventano il governatore Marsilio al terz’ultimo posto in Italia come gradimento: un progetto alternativo sulla sanità, sui trasporti, sulla cultura, sul turismo, sulle politiche attive del lavoro», è stata la premessa di Sottanelli e del partito che hanno ufficialmente chiesto a Costantini, ben visto da diverse forze politiche del patto, «di prendersi la responsabilità di guidare il progetto alternativo all’attuale governo regionale in quanto profilo che più di ogni altro può esser capace di fare sintesi». E Costantini, prendendo la parola dalla platea piena, ha risposto: «Accetto la richiesta alle seguenti condizioni: che io possa avere la possibilità di presentarmi non come candidato di Azione ma di tutta la coalizione; che io possa avere prima la possibilità di confrontarmi personalmente con gli amministratori, attivisti e iscritti di partiti e movimenti che siedono al tavolo del progetto Abruzzo Insieme». Ed ha concluso: «Questo perché non accetterei mai che il mio nome possa rappresentare una sola parte o che sia calato dall’alto. Il percorso deve essere condiviso dai dirigenti, ma anche dalle basi dei partiti e delle forze che vogliono creare un’alternativa seria per la nostra Regione». È un invito a nozze per Abruzzo Insieme, in modo particolare per i segretari di Pd e M5S, Daniele Marinelli e Gianluca Castaldi.
Un passepartout per uscire da un labirinto in cui gli sfidanti rischiano di perdersi ancor prima di cominciare la campagna elettorale che gli altri, Marsilio e la sua coalizione, stanno già cavalcando. Ma la mossa del cavallo può anche disarcionare il centrodestra. (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

