Bagarre e insulti in aula per il poliambulatorio nel parco E Pd e 5S vanno dal prefetto

14 Marzo 2023

Il centrodestra blocca 2 ordini del giorno dell’opposizione che protesta: fascisti Masci ritira il progetto, poi incontra i residenti: «L’opera si deve realizzare»

PESCARA. È scontro totale sul progetto della Asl di realizzare una Casa di comunità, ossia un poliambulatorio aperto 24 ore su 24, al posto del parco pubblico 8 Marzo a San Silvestro spiaggia.Ieri è scoppiata la bagarre in consiglio comunale. I consiglieri di centrosinistra hanno accusato la maggioranza di aver impedito la discussione di 2 ordini del giorno. Sono volati insulti contro i banchi del centrodestra: «Siete fascisti». Il consigliere Pd Francesco Pagnanelli è salito sulla sedia per protestare.
RITIRATO IL PROVVEDIMENTO Ieri l’apposita delibera, che prevede la cessione in comodato d’uso gratuito per 50 anni, da parte del Comune alla Asl, del parco per realizzare l’opera, è stata ritirata dal sindaco Carlo Masci durante la seduta del consiglio, durata appena pochi minuti. Presenti alcune decine di cittadini contrari all’utilizzo dell’area verde. Masci ha incaricato i tecnici di verificare la disponibilità di altre aree sempre nella zona di San Silvestro da dedicare a parchi pubblici.
CONSIGLIERI DAL PREFETTO Ma nell’aula è scoppiata lo stesso una bagarre, quando il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli ha chiuso immediatamente la seduta impedendo di esaminare due ordini del giorno presentati dal centrosinistra, per salvare il parco 8 Marzo e l’area verde di via della Fornace Bizzarri dove il Comune ha previsto la realizzazione di un asilo nido. I consiglieri di centrosinistra, 5 Stelle e Azione si sono subito recati dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo per protestare.
MASCI INCONTRA I RESIDENTI Nel frattempo, il sindaco, il presidente del consiglio comunale, gli assessori e i capigruppo di maggioranza e opposizione hanno incontrato una delegazione di residenti di San Silvestro per spiegargli l’importanza di questo progetto. La richiesta degli abitanti è stata quella di organizzare prossimamente un incontro tra Comune e Asl. «Da ciò che mi hanno chiesto», ha affermato Masci, «lo scopo è quello di far conoscere meglio ai residenti le caratteristiche del progetto e quanto sia importante la struttura, che la Asl vuole realizzare in quel sito, sia dal punto di vista sanitario, che dell’assistenza, soprattutto guardando alle fasce più deboli della popolazione che vivono in quella zona della città densamente abitata». «È il motivo per il quale ho deciso di ritirare la delibera che concede quelle aree. Aree che, ricordo, sono destinate proprio ai servizi a beneficio della popolazione». Il sindaco ha quindi fatto presente come la possibilità di poter usufruire degli investimenti del Pnrr sia legata alla rapidità di esecuzione dei progetti e quindi quell’area è stata individuata, essendo l’unica disponibile, per consentire alla Regione e alla Asl di partecipare ai bandi. «Ciò non toglie», ha concluso Masci, «che con gli altri partner e con la gente del posto si tenteranno tutte le strade possibili per trovare altri spazi da dedicare a parco pubblico attrezzato».
ATTACCO DELL’OPPOSIZIONE «Il centrodestra pescarese, partendo dal presidente del consiglio», hanno commentato in una nota congiunta i consiglieri del Pd, liste Sclocco sindaco e Citta aperta, e Azione, «oggi si è reso protagonista di una pagina nera della storia dell’assemblea civica. Incerti sulle loro stesse scelte amministrative, spaventati dalla partecipazione dei residenti presenti oggi in aula e dal dibattito che sarebbe scaturito sui due ordini del giorno da noi presentati per dare una svolta alle battaglie dei cittadini a difesa dei parchi 8 Marzo e via della Fornace Bizzarri e via Santina Campana pronti ad essere smantellati, il presidente del consiglio comunale e i silenti consiglieri del centrodestra hanno impedito che l’aula svolgesse regolarmente il suo lavoro, chiudendo la seduta senza consentire la discussione degli ordini del giorno depositati dalle minoranze». «Un atto prepotente, arrogante, antidemocratico e illegittimo», hanno aggiunto, «palesemente contrario al regolamento del consiglio comunale, mai avvenuto nella storia dell’aula pescarese. Al prefetto abbiamo esposto il gravissimo episodio».