Bagni al mare? Si prenotano a ore «E servizi solo sotto l’ombrellone»
I balneatori studiano come azzerare i rischi di contagio: «Le tariffe? Non saranno aumentate»
PESCARA. Prenotazioni dell'ombrellone a ore, steward per informare la clientela sul rispetto delle norme di sicurezza, consegna di pasti e consumazioni in spiaggia per evitare assembramenti in bar e ristoranti, palme distanziate anche fino a 7 metri l'una dall'altra. Dopo il via libera della Regione che autorizza le attività di pulizia e manutenzione degli stabilimenti, gli imprenditori balneari ricominciano a sperare in una stagione estiva, seppur costellata di divieti e restrizioni.
Con lo stato d'animo in bilico tra la «consapevolezza che nulla sarà come prima», e la «necessità di tutelare la salute di tutti, clientela e operatori», i balneatori tirano un primo sospiro di sollievo e si aprono con favore alle nuove direttive regionali che arrivano in un momento tragico causato dall'isolamento da coronavirus. Quest'anno è andata male a Pasqua, solitamente la data di avvio della stagione. La pandemia ha costretto a casa la gente, che premeva per uscire, complici le giornate calde e soleggiate «come mai si sono viste negli ultimi 20 anni», si rammaricano i balneari. Che hanno già avviato le assunzioni stagionali, annunciato che i prezzi dei servizi rimarranno invariati e bocciato i box di plexiglass nati dalla fantasia degli imprenditori romagnoli.
«Dentro quei gabbiotti si morirebbe di caldo, altro che di coronavirus», scherza Ezio Tucci, titolare del lido Il Moro-Pinalba, riviera nord, che sta ricevendo «un mare di telefonate dalla clientela, tutti hanno voglia di sole e noi ci stiamo organizzando, tra pulizie e disinfezioni, per riaprire a maggio. Sulle spiagge ci saranno steward in servizio per informare gli ospiti sulle normative e le distanze di sicurezza. Dal governo centrale ci aspettiamo misure di contenimento sulle tasse demaniali. L'obiettivo è fare una stagione senza paure.
Cautela, buon senso e speranze, sono le parole d'ordine di Francesca Caldarelli Liuzzi, titolare del lido Penelope a mare, che propone «la prenotazione degli ombrelloni a ore, a turni come si fa nei ristoranti e servizio bar direttamente sotto l'ombrellone». «La salute prima di tutto», avverte l'imprenditrice, consorte del pilota Vitantonio Liuzzi e mamma della piccola Sole, «Siamo preoccupatissimi, per cui attenderemo le disposizioni governative che devono dettarci le linee guida e poi agiremo di conseguenza, tutti insieme. Non è il momento di pensare agli individualismi, tutti i balneatori italiani devono fare cartello sulle normative. Questa è una situazione surreale, più grande di noi, prego per un vaccino e che il governo ci stia vicino». L'imprenditrice mette «la sicurezza dei bagnanti e del personale al primo posto. Abbiamo una clientela assennata, ma io, da mamma mi chiedo: come posso impedire a un bimbo di avvicinarsi ad altri per giocare? Come faccio a sapere che chi arriva allo stabilimento sta bene? Gli devo chiedere se ha fatto il tampone? Devo misurargli la febbre? E come mi regolo col personale? Mascherine sicuramente. Ma quante persone posso assumere? Per ora, un solo addetto per le pulizie. Le istituzioni devono dirci cosa fare, non vogliamo perdere la stagione ma neppure rischiare un nuovo lockdown per mancanza di sicurezza». Dichiara «ottimismo» Andrea Lancia, titolare di Mila a Porta Nuova, malgrado la «chiusura forzata del ristorante ai primi di marzo e le perdite causate dal blocco di comunioni, matrimoni e pranzi di Pasqua. Noi balneatori siamo in contatto con videoconferenze per trovare soluzioni, grazie alla Regione ricominciamo a sperare». Lancia ha «assunto due addetti per pulire la spiaggia, poi penseremo al personale per la ristorazione e al distanziamento dei tavoli. Le palme lo sono già da sempre a 7 metri tra una fila e l'altra e gli ombrelloni a 4 metri e mezzo distanti tra loro. Inoltre, gli operatori dietro i banconi indosseranno guanti e mascherine». Infine, una preghiera ai legislatori: «Consultateci prima di prendere decisioni».
Luca Cardano, lido Alcyone, in centro, attraverso un post sui social suggerisce ai clienti di usare il buon senso: «Lo stabilimento è chiuso, non metteteci in difficoltà chiedendoci un lettino in disparte per prendere il sole, tanto non ci vede nessuno. La risposta è no, lo facciamo nel rispetto delle regole e per salvaguardare la vostra salute». Il balneatore pensa a un «percorso di entrata e uscita» per creare distanziamento nella zona bar e, seppure consapevole che «non ci saranno serate danzanti né discoteca, è assicurato il servizio in spiaggia», sotto le 70 palme, 10 capannine e 15 ombrelloni. Massimiliano De Luca, lido Nausica a Francavilla, si dice «preoccupato per la ricerca di personale, già difficile normalmente». Prezzi invariati e stop alle palme «altrimenti si creerebbero assembramenti» nel lido Azzurra di Montesilvano di Rita e Giovanni Febo, che lanciano un messaggio di speranza: «E' dura, ma ce la faremo».

