Bagni vietati da maggio Fuori i nomi di chi inquina

Il vice sindaco Del Vecchio: la Procura ha una mappa degli scarichi abusivi Il sottosegretario alla Regione Mazzocca: ne abbiamo scovati altri 48 con i droni
PESCARA. Mare: si comincia male, anzi malissimo, con il divieto di balneazione già a inizio stagione, il primo maggio, esteso dalla Madonnina fino alla zona di piazza San Francesco (tra Hai Bin e Quattro Vele) e con il rischio, quando anche i prelievi daranno esito negativo, di sospendere la stagione balneare questa volta fino alla fine, se dalle successive campionature estive risulterà che il mare è nuovamente inquinato. È questa, a sentire il vice sindaco Enzo Del Vecchio, l’unica vera differenza con la situazione dell’anno scorso visto che, come sottolinea, «anche l’anno scorso la stagione balneare iniziò con i divieti estesi fino alla zona di via Mazzini che arriva ad Hai Bin. Solo che lì, rispetto a via Balilla, rientrò subito».
In verità, rispetto all’anno scorso, la differenza è anche che l’amministrazione non può fare più sconti ai balneatori e a tutta l’economia cittadina dopo il polverone dell’ordinanza fantasma di agosto scorso, quando il sindaco non avvisò la cittadinanza della non balneabilità del mare, tanto da finire al centro di un’inchiesta insieme al vice Del Vecchio e al dirigente Vespasiani, indagati per omissione in atti di ufficio.
Questo significa che se da una parte la depurazione delle acque del fiume e la lotta agli scarichi abusivi sono diventate più che mai una priorità della politica (c’è un’inchiesta aperta con una mappa degli scarichi abusivi realizzata da Forestale e Capitaneria di porto per conto della Procura); dall’altra i controlli e le campionature delle acque sono diventati più sistematici tanto che su richiesta del Comune sono stati fatti per la prima volta anche in questi mesi invernali, dando purtroppo esiti nefasti. E con l’incubo, per i balneatori, che saranno ripetuti per tutta la stagione balneare non più due ogni 15 giorni, ma tre ogni dieci giorni, rischiando seriamente di paralizzare tutta l’attività economica estiva. È su questo che ieri mattina hanno chiesto “sconti”, riportando a due prelievi ogni 15 giorni, i balneatori intervenuti all’incontro promosso dalla Cna che, con il coordinatore nazionale Cristiano Tomei, affiancato dal direttore e dal presidente regionale Graziano Di Costanzo e Italo Lupo, ha chiamato a fare il punto su balneabilità delle acque e piano spiaggia il vice sindaco Del Vecchio e il sottosegretario all’ambiente ed ecologia della Regione Mario Mazzocca. E proprio quest’ultimo , nel riservarsi «la possibilità di procedere come da invito dei balneatori»; sulla questione del numero dei prelievi, ha rivelato l’esito di un’altra indagine affidata dalla Regione alla spin-off Res Gea dell’università D’Annunzio che con droni e termocamere ha individuato 48 scarichi abusivi.E non solo di aziende, ma anche di interi condomini. «Con la protezione civile», ha spiegato Mazzocca, «a giorni andrò personalmente, come ha annunciato di fare anche il presidente D’Alfonso, a otturare gli scarichi, auspicando un ravvedimento peloso dell’ultimo minuto da parte di altri abusivi. Ma non basta», ha spiegato Mazzocca. «L’altra parte del problema dipende dalla questione dei depuratori. Ci sono i fondi Cipe del 2012 recuperati a tempo di record dopo che la giunta Chiodi aveva bloccato 100mila euro per inserirvi anche la richiesta per i mondiali di sci a Roccaraso, perdendo così un anno e mezzo. Adesso per il sistema depurativo regionale ci sono 170milioni di euro, 100mila dai fondi Cipe e 70mila dallo Sblocca Italia per sei soggetti gestori tra cui, per Pescara, l’Aca. Al 50 per cento sono lavori formalmente iniziati, ma il problema è capire quando finiranno. A Pescara», anticipa Mazzocca,«per il depuratore ci vorrà sicuramente un anno».
Dunque non è per quest’estate che si risolverà il problema, anzi. Come ha sottolineato di fronte ai balneatori il vece sindaco Del Vecchio «la situazione è drammatica, peggiore dell’anno scorso. Ma per evitare quanto accaduto l’anno scorso, e questa volta si rischia di mandare a monte tutta la stagione se i campionamenti saranno sfavorevoli, occorre il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, di tutti i Comuni attraversati dal fiume e interessati da depuratori e scarichi». È per questo che, dopo aver interessato la Prefettura e la Regione, per il 17 febbraio la stessa Regione ha convocato sindaci e presidenti delle Provincie di Pescara e Chieti per affrontare la gestione degli scarchi e responsabilizzare gli enti su vigilanza e interventi per eliminarli.
«Rispetto all’anno scorso», conclude con una nota positiva Del Vecchio, «abbiamo i dati in anticipo, almeno c’è il tempo per recuperare».
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