Baker Hughes conferma: «A casa 98 lavoratori»

27 Agosto 2016

CEPAGATTI. È sul tavolo del ministero del Lavoro la vertenza Baker Hughes, colosso americano del settore Oil & Gas, con migliaia di dipendenti nel mondo, che ha ribadito, nell’ultima riunione...

CEPAGATTI. È sul tavolo del ministero del Lavoro la vertenza Baker Hughes, colosso americano del settore Oil & Gas, con migliaia di dipendenti nel mondo, che ha ribadito, nell’ultima riunione convocata da Confindustria Chieti-Pescara, di voler procedere al licenziamento di 98 lavoratori della sede di Cepagatti.

A dare notizia dell’impasse nella trattativa sono i rappresentanti sindacali Carlo Petaccia (Filctem-Cgil), Stefano Di Crescenzo (Femca-Cisl) e Giovanni Cordesco (Uiltec-Uil).

«Dopo aver fruito della cassa integrazione straordinaria per crisi di 12 mesi, terminata il 19 maggio scorso, e di ulteriori 3 mesi in deroga, sebbene la società potesse fruire di una proroga», rimarcano i rappresentanti dei lavoratori, «la multinazionale ha deciso di procedere nelle sue decisioni. Il ministero ha chiesto di soprassedere ai licenziamenti forzosi, e di ricercare insieme una soluzione. In queste ore», proseguono i sindacalisti, «sapremo se l'invito sarà accolto e se vi saranno spazi per fermare questa emorragia di personale che potrebbe portare alla chiusura della sede».

La Baker Hughes è approdata in Abruzzo negli anni '80, a seguito degli insediamenti Eni, creando specificità professionali che hanno reso competitiva la società in tante parti del mondo: Africa, Israele, Turchia, parte asiatica dell'Europa, Norvegia e Scozia.

«Questa eccellenza», proseguono i tre sindacalisti, «rischia di scomparire a tutto vantaggio di altri Hub nel mondo (Romania e Olanda su tutti), perché se è vero che la crisi del settore petrolifero ha portato il costo del barile ai minimi storici, altrettanto vero è che la crisi, generata da una “guerra” tra gli ex Paesi dell'Opec e Usa, sta provocando un rallentamento delle attività di estrazione». La Baker Hughes a Cepagatti è arrivata ad avere fino a 360 dipendenti tra operatori di cantiere e amministrativi. Oggi sono 178, con una forte presenza femminile nella parte amministrativa e dirigenziale. Questo dimezzamento del personale è dovuto a piani di riorganizzazione che hanno “alleggerito” la società a partire dal 2013, con procedure definite consensualmente e incentivate.

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