Balneatori e sindaci oggi a Roma «Non toccate le nostre spiagge»

Oltre 400 operatori del mare insieme ai politici abruzzesi parteciperanno a una manifestazione Striscioni e slogan per dire no alla sentenza che anticipa la scadenza delle concessioni a fine 2023
PESCARA. Ci saranno i sindaci di tredici località costiere fasciati di tricolore, i fornitori delle attrezzature balneari e i balneatori di tutta la regione, oggi a Roma, per protestare contro le spiagge all'asta dal 2023. La manifestazione, «la prima con i sindaci al nostro fianco», sostiene Riccardo Padovano, Sib Confcommercio che ha organizzato la mobilitazione insieme a Giuseppe Susi, Fiba-Confesercenti, si svolgerà dalle 15 in piazza Santi Apostoli, di fronte ai palazzi governativi.
Da Pescara, Montesilvano e Francavilla partiranno in bus 150 imprenditori del mare, si ritroveranno in 400 provenienti da tutto l'Abruzzo. Tra gli altri, hanno confermato l'adesione gli amministratori di Pescara, Montesilvano, Francavilla, San Salvo, Vasto, Casalbordino, Torino di Sangro, Fossacesia. Al fianco dei balneatori ci saranno il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l'assessore regionale al demanio Nicola Campitelli. Striscioni e slogan per dire alla politica capitolina: «In ballo c'è il nostro futuro e quello di migliaia di operatori dell'indotto, abbiamo investito milioni per rinnovare i lidi e ora vogliono toglierci tutto». Ma se si andrà a gara, allora «chiederemo gli indennizzi sugli investimenti fatti per una vita intera». «Ci sono famiglie», continua Padovano, «che hanno contratto mutui, sulla base del proprio lavoro, per comprare una casa. E persone che hanno investito per rinnovare gli stabilimenti con piscine, campi sportivi, nuovi locali di ristorazione. Nessuno può rinunciare a tanti sacrifici per accogliere turisti e clienti storici».
Inoltre «vogliamo la mappatura delle spiagge che non sono occupate dagli stabilimenti e che potrebbero essere occasione di lavoro per i giovani». «Nella nostra regione», svela Padovano, «su 140 chilometri di spiaggia, 33 sono occupate dai lidi. I restanti 107 chilometri di costa non occupata potrebbero essere utilizzati per aprire altre attività». Ecco perché i prossimi anni potrebbero essere decisivi, secondo le due associazioni di categoria che tornano a bocciare la sentenza del Consiglio di Stato che accorcia di 10 anni, dal 2033 al 2023, i tempi di scadenza delle concessioni balneari allo scopo di aprire alla libera concorrenza. Rischiano di dover dire addio alle proprie attività 250 imprese (quasi tutte a conduzione familiare o storiche) tra Pescara (101), Montesilvano e Francavilla, 750 complessivamente da Martinsicuro a San Salvo. «Il 2023 non può essere l'ultimatum», commenta amaro il presidente di Sib Confcommercio, «domani (oggi) gli esponenti di governo, dopo le numerose audizioni parlamentari, si assumeranno le responsabilità politiche di fronte alla piazza. Lunedì scadono i termini per gli emendamenti al decreto legislativo sulla concorrenza e noi chiediamo la discussione di questi temi con serenità e pazienza. I tempi imposti dal Consiglio di Stato non sono sufficienti per ragionare sul futuro di migliaia di persone».
«I sindaci che per la prima volta protestano insieme a noi sono preoccupati per i danni che la messa a gara delle attività produrrebbero alle economie locali», conclude Padovano, «in piazza, a dire la loro, ci saranno anche i fornitori nazionali di lettini, sdraio e ombrelloni».

