Balneatori, l’appello dopo la rissa: più controlli sulla ciclopedonale

18 Agosto 2023

Gli operatori dei locali interessati dalla violenta lite: «È stata una brutta immagine per tutta la città» E intanto vanno avanti le indagini dei carabinieri, al vaglio le immagini delle telecamere e i testimoni

FRANCAVILLA. Se da un lato le indagini dei carabinieri di Francavilla vanno avanti, per ricostruire la rissa del pomeriggio di Ferragosto, dall’altro i responsabili di alcuni stabilimenti rimasti coinvolti nell’accaduto s’interrogano su cosa possa aver innescato la miccia di una situazione finita fuori controllo. Da quello che si apprende, in questo momento i militari dell’Arma stanno esaminando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sia quelle pubbliche che le altre presenti all’interno dei locali, con l’obiettivo di rimettere insieme i pezzi di un pomeriggio a dir poco movimentato.
In tal senso, ad aiutare ci sarebbero anche alcuni video fatti da passanti e pubblicati sui social, dove si vedono i volti di alcuni dei soggetti rimasti coinvolti nella zuffa. Il sospetto è che la miccia possa esser stata innescata da un gruppo di ragazzini, dopo un insulto contro la città di Chieti urlato al microfono durante il pomeriggio di festa. Tuttavia, questa è un’ipotesi ancora tutta da dimostrare. Anche per questo si stanno raccogliendo le testimonianze di chi ha assistito alla scena, andata avanti lungo la pista ciclopedonale nel tratto compreso tra gli stabilimenti Lo Squalo, La Murena e Drago Verde. Alessandro Rocco, titolare del Drago Verde, ha la sua idea: «Non so se la zuffa sia partita nel nostro stabilimento, ma non credo. Ho visto e rivisto le immagini registrate dalle nostre telecamere e ci sono solo due persone che si spintonano. Poi il gruppo si sposta fuori e la rissa si sviluppa sulla pista ciclopedonale».
Quindi prosegue: «Gli inquirenti sono venuti per acquisire questo materiale, come è giusto che sia. Purtroppo in una giornata del genere un bicchiere in più o una frase sbagliata possono fungere da detonatore e questo non dovrebbe accadere. In molti hanno additato il Drago Verde come il luogo dov’è iniziato tutto, ma noi abbiamo le spalle larghe per rispondere alle accuse». E conclude: «Credo che servirebbe più sicurezza, intesa anche come più uomini delle forze dell’ordine, in una città che in estate passa da 25mila a 80mila presenze. Gli atti vandalici che avvengono sulla pista ciclopedonale sono ormai all’ordine del giorno». Dello stesso avviso Luca Ortu dello Squalo: «È stata una brutta immagine per tutti, la città, la categoria, i lavoratori. Rovinare un pomeriggio di festa per una frase inopportuna e qualche drink di troppo è davvero sciocco e rischia di ripercuotersi negativamente. Inutile negare che ci sono degli eccessi che vengono tollerati anche se non dovrebbero essere tollerati. Il consumo di alcolici tra ragazzi di giovanissima età non è un fatto nuovo e non aiuta a mantenere un clima sereno, specie in alcune circostanze come il Ferragosto. La rissa non è partita nel nostro stabilimento, ma si è sviluppata all’esterno, soprattutto sulla pista ciclabile. Tra l’altro uno dei titolari del lido è rimasto ferito nel tentativo di placare gli animi. Un peccato».
Mario Masci, della Murena però, non è sicuro che la responsabilità sia dei più giovani: «Non ero presente, ma da quello che mi risulta l’alterco è partito tra persone adulte e poi ha coinvolto anche altri».
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