Balneatori, proroghe a rischio Costantini: servono azioni serie

Nel mirino del Garante della concorrenza, il via libera del Comune alle imprese fino al 31 dicembre Il consigliere: è ora che Pescara e Montesilvano introducano i criteri per preservare i nostri operatori
PESCARA. «Preservare il modello delle imprese balneari locali, la loro preziosa unicità e creare le condizioni affinché gli operatori del settore possano realmente competere». Parte da questo presupposto la proposta del consigliere comunale Carlo Costantini in merito al lavoro da portare avanti per il futuro delle concessioni demaniali marittime, di cui si discute dal 2006, anno di approvazione della direttiva Bolkestein. Un tema che accende nuovamente il dibattito politico cittadino, a meno di due settimane dal voto. «Basta strumentalizzazioni», dice Costantini. «È ora di sedersi attorno a un tavolo, con le amministrazioni di Pescara e Montesilvano, per cominciare a ragionare seriamente sulle azioni concrete da mettere in campo per salvaguardare gli stabilimenti balneari del territorio».
Il sindaco Carlo Masci precisa: «Sulla Bolkestein faremo tutto ciò che si deve fare, tutelando al massimo le imprese balneari pescaresi che hanno contribuito attivamente, per decenni, a far crescere l’economia balneare e turistica della città». L’intervento di Costantini si lega a quanto ribadito, il 6 giugno scorso, dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato con un ricorso al Tar notificato al Comune di Pescara che con una delibera di giunta del 29 dicembre 2023 aveva previsto una proroga delle concessioni fino al 31 dicembre 2024. L’ultima sentenza del Consiglio di Stato, però, ha confermato la scadenza al 31 dicembre dello scorso anno. «Nel ricorso al Tar», spiega Costantini, «l’Autorità, nel contestare la decisione del Comune di prorogare le concessioni al 31 dicembre 2024, ha ricordato che non è possibile disporre proroghe, se nel frattempo non sono state avviate le procedure di evidenza pubblica, così come non è possibile per la politica impartire direttive che invadono le prerogative dei dirigenti, per indurli a eludere i vincoli legislativi. Ha poi ricordato che non è possibile per la giunta comunale invadere le prerogative del consiglio comunale, al quale compete l’attività di indirizzo politico - amministrativo. A ciò si aggiunge il fatto che la Corte dei Conti da tempo ritiene che l’omesso svolgimento di procedure competitive determina un danno patrimoniale per il Comune, del quale potrebbero essere chiamati a rispondere il sindaco e gli stessi componenti della giunta, qualora la loro inerzia dovesse perpetrarsi ulteriormente».
Secondo Costantini, «per salvare il nostro modello di turismo balneare ed evitare un modello che somiglierà sempre più a quello delle concessioni autostradali e che inevitabilmente rischierebbe di finire nelle mani di multinazionali o di gestori fittizi e interessati esclusivamente al riciclaggio, è necessario prendere strade diverse». In sostanza, per il consigliere comunale, anche in vista della Nuova Pescara, le due amministrazioni di Pescara e Montesilvano «dovrebbero predisporre piani, documenti e bandi di gara che, nel rispetto della legge, introducano criteri e requisiti in grado di preservare le peculiarità delle nostre imprese balneari e di costruire le condizioni affinché il 70, l’80 per cento dei nostri operatori locali possano competere».
Il sindaco Masci garantisce un lavoro sinergico con la Regione Abruzzo e con il governo nazionale, che ha annunciato un provvedimento da estendere a tutte le amministrazioni interessate, «per tutelare le imprese balneari italiane». La Regione, fa sapere il primo cittadino, «ha dato vita a un tavolo tecnico ed è in via di elaborazione un bando tipo». E conclude: «Non ci discosteremo un solo istante da quanto detto in campagna elettorale, schierandoci accanto a chi lavora per il mare, ma è giusto farlo con norme precise, uscendo dalla confusione totale che regna nel settore. Vogliamo evitare che si impossessino delle nostre spiagge quei potentati finanziari che puntano solo a fare business».

