Balneatori, scatta la proroga al 2024

In Abruzzo oltre 700 titolari di concessioni tirano (almeno per ora) un sospiro di sollievo
PESCARA. La proroga di quasi due anni delle concessioni balneari è da oggi una misura approvata ufficialmente dal Senato, che non sarà più passibile di modifiche alla Camera. Il governo Meloni ha infatti già annunciato che nel secondo passaggio in aula, previsto per mercoledì 22 febbraio, sarà posta la questione di fiducia, blindando di fatto il testo del decreto Milleproroghe da convertire in legge. In Abruzzo sono circa 700 i proprietari di stabilimenti balneari che tirano un sospiro per il pericolo scampato - almeno per un altro anno - di vedersi vendere all’asta le proprie concessioni, come prevede una direttiva europea meglio conosciuta come Bolkenstein.
La modifica più importante approvata è quella che proroga la validità delle attuali concessioni balneari fino al 31 dicembre del 2024. La legge sulla concorrenza ne aveva fissato la scadenza al 31 dicembre 2023, dando anche la possibilità, alle amministrazioni comunali, di espletare le gare entro il 31 dicembre 2024, ma solo in caso di difficoltà oggettive e motivate. In seguito all’approvazione degli emendamenti al Milleproroghe invece, i due termini sono stati spostati rispettivamente al 31 dicembre 2024 e 31 dicembre 2025.
Al contempo, la nuova norma impone di istituire un tavolo tecnico, composto dai ministeri competenti e le associazioni di categoria, per concordare i contenuti della riforma delle concessioni balneari, avviata dal precedente governo Draghi con la legge sulla Concorrenza che per la prima volta in Italia ha voluto introdurre la riassegnazione dei titoli tramite gare pubbliche.
A passare in Senato sono stati anche altri due emendamenti che fanno slittare di cinque mesi, da fine febbraio a fine luglio, il termine per completare la mappatura delle concessioni balneari per verificare «la sussistenza della scarsità della risorsa naturale disponibile».
Una mappatura funzionale per la stessa legge di riforma che il governo ha messo in cantiere.
Siamo comunque di fronte a rinvii che non risolvono alla radice il problema, come è già accaduto in passato. Né il problema è facilmente risolvibile attraverso una norma di riforma delle concessioni balneari perché quest’ultima sarebbe comunque vincolata non solo dalla direttiva europea, che espone il nostro Paese al rischio al rischio di una procedura d' infrazione europea, come del resto sta accadendo alla Spagna, ma anche dalla sentenza datata novembre 2021 del Consiglio di Stato che ha annullato la precedente proroga al 2033 e imposto la riassegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche. (l.c.)

