Bambini nudi su Twitter, arrestato

14 Maggio 2016

La Polpost blocca per strada il presunto autore del traffico di immagini pedopornografiche: è un 48enne dell’hinterland

PESCARA. La segnalazione è arrivata dagli Stati Uniti, dall’organizzazione non governativa Ncmec che si occupa di prevenire rapimenti e sfruttamento sessuale dei minori e che ha individuato un account Twitter, riconducibile all’Italia, per l’utilizzo di materiale pedopornografico. Una segnalazione che dalla Polizia postale di Roma è stata girata, dopo una serie di accertamenti, al comparto Abruzzo e alla fine, due giorni fa, il presunto responsabile della divulgazione di quel materiale è stato arrestato. I poliziotti agli ordini della dirigente Elisabetta Narciso hanno bloccato per strada, e arrestato su ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale dell’Aquila, un 48enne dell’area metropolitana. Per l’uomo, di cui gli investigatori non rivelano nè il nome nè la località (in provincia di Chieti) «per la particolare gravità del reato», come spiega la dirigente della Polpost, si tratta del secondo arresto e sempre per lo stesso reato. Un anno fa, su segnalazione della stessa organizzazione statunitense, l’uomo era stato arrestato dopo che nel corso di una perquisizione i poliziotti avevano trovato sui suoi tre smartphone, tutti sequestrati, oltre duemila immagini e video che ritraevano minori abusati o in atteggiamenti pornografici, con molte delle vittime di età inferiore ai tre anni. I telefonini gli furono sequestrati, e lui, dopo la convalida dell’arresto, fu rimesso in libertà.

Ma secondo quanto ricostruito dagli specialisti della Polizia postale e delle comunicazioni, e in particolare dalla sezione informatica diretta dall’ispettore capo Angelo Mastronardi, il 48enne avrebbe continuato a divulgare materiale pedopornografico utilizzando la stessa utenza di cellulare della volta precedente, per non perdere i contatti e continuare nella sua attività. Ma non più su whatsapp, come la prima volta (era l’amministratore di un gruppo composto da 12 persone tra Italia, Stati Uniti e Arabia) ma su Twitter, utilizzando 5, 6 account diversi in modo da allargare il suo pubblico. E spacciandosi per un gay, per un 12enne, per un 14enne, per un 30enne, per un ragazzo con la sorella di 12 anni l’uomo ha continuato a intercettare persone con i suoi stessi “interessi” e a divulgare a scambiare con loro immagini pedopornografiche. Ed è stato arrestato di nuovo.

Come hanno rilevato la dirigente Narciso e il suo vice, Gianluca De Donato, si tratta di un insospettabile, una persona cie si arrangia con lavoretti saltuari e che abita con l’anziana madre. «Dietro un’immagine pedopornografica c’è sempre un abuso», sottolinea De Donato, «invitiamo i cittadini a essere vigili sentinelle nel recepire e segnalare atteggiamenti o situazioni particolari che possono avvenire in tutti gli ambienti». (s.d.l.)

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