Bambino travolto dal treno, la difesa punta sulle Ferrovie

Corte d’Assise, al via il processo. Imputati, genitori e nonno del bambino di 3 anni che arrivò indisturbato sui binari
PESCARA. Con l’ammissione delle prove ha preso il via ieri, davanti alla Corte d'Assise di Chieti il processo sulla morte del piccolo Francesco Pio Spinelli, travolto il 24 maggio di due anni fa da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco. Nel procedimento sono imputati i genitori del piccolo, Loreta De Rosa e Virgilio Spinelli, e il nonno Cristoforo Spinelli, proprietario della casa dove vive la famiglia. La mamma di Francesco Pio è accusata di abbandono di minore, mentre i due uomini devono rispondere di concorso in omicidio colposo. La Corte, presidente Geremia Spiniello, a latere Isabella Allieri, ha autorizzato la citazione dei testimoni indicati dalle parti: 32 della pubblica accusa, rappresentata dal pm Andrea Papalia della Procura della Repubblica di Pescara, e 5 della difesa, tra i quali il pediatra della piccola vittima e alcuni familiari degli imputati.
L’avvocato Luca Sarodi, difensore degli imputati, ha chiesto di compiere un esperimento giudiziale con sopralluogo nel posto in cui si verificò la tragedia. «La prima cosa che salta agli occhi», ha detto Sarodi ai cronisti, « è che non è possibile che ci siano 600 metri di ferrovia, completamente privi di recinzione, proprio a ridosso di un parco giochi per bambini».
«Un’altra stranezza», ha aggiunto, «è che le Ferrovie dello Stato non risultino indagate. Quando un automobilista investe un pedone uccidendolo, viene immediatamente indagato per omicidio colposo, mentre in questo caso viene esclusa qualsiasi responsabilità, mentre a mio avviso ci sarebbero quanto meno gli estremi per la culpa in vigilando».
L’accusa, però, si è opposta alla richiesta della difesa ritenendo che sono già agli atti tutti gli accertamenti relativi ai sopralluoghi già effettuati. Il giorno della tragedia, il piccolo si trovava in compagnia del fratellino di appena due anni, fortunatamente rimasto illeso, e pochi giorni dopo era stato lo stesso pubblico ministero all’epoca titolare dell’inchiesta, Giuseppe Bellelli, insieme agli uomini della polizia ferroviaria diretti da Davide Zaccone, a effettuare un sopralluogo sul posto, ripercorrendo il percorso seguito dai due bimbi per arrivare vicino ai binari.
La Corte si è riservata di decidere se accogliere o meno l’esperimento giudiziale all’esito dell’esame dei testimoni. Francesco Pio aveva solo tre anni e, dopo essere passato attraverso un buco nel recinto di casa, era arrivato nei pressi dei binari. Secondo l’accusa, la madre avrebbe dovuto porre attenzione ed evitare che, indisturbati, i bimbi potessero allontanarsi. La responsabilità del padre e del nonno sarebbe invece legata alla mancata riparazione del buco presente nella recinzione e all’aver permesso che i bambini rimanessero incustoditi a giocare nell’area retrostante l’abitazione, nonostante l’apertura nella recinzione consentisse di accedere direttamente alla sede ferroviaria. I familiari hanno sempre sostenuto che non si sono accorti della scomparsa del bimbo e quando hanno iniziato a cercarlo non c'era più nulla da fare. Una tragedia, secondo la procura, evitabile. Processo fissato al 14 marzo, quando verranno sentiti i testimoni.
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