Bancarotta fraudolenta: arrestato l’imprenditore pescarese delle marmellate

4 Aprile 2024

In carcere Mario Bartoccini, indagato per gli stessi reati il fratello Alessandro Per il crac e l’evasione fiscale, sequestrati beni per quasi 6 milioni di euro

PESCARA. Sono accusati di aver distratto oltre 5 milioni e mezzo di euro svuotando le loro aziende e di aver evaso il fisco per altri 4 milioni e mezzo di euro. Con le accuse di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale, ieri mattina è finito in carcere il noto imprenditore abruzzese Mario Bartoccini, mentre suo fratello Alessandro è indagato a piede libero. L’operazione, denominata “In a Jam”, porta la firma della Guardia di finanza di Pescara che da tempo aveva messo le mani nelle marmellate che producevano i due imprenditori. I fratelli, e in particolare Mario, che viene ritenuto l'amministratore di fatto delle varie società finite nel mirino delle fiamme gialle del comando provinciale guidato dal colonnello Antonio Caputo, sono accusati di aver appunto svuotato di ogni bene le società, distraendo milioni di euro: ed ecco perché la procura ha richiesto anche il sequestro di beni per quasi 6 milioni di euro. A richiedere la misura cautelare è stata il pm Fabiana Rapino, titolare dell'inchiesta, mentre a firmare l’ordinanza è stata il giudice Mariacarla Sacco.
Il settore è quello del confezionamento di marmellate, dove i fratelli avevano messo su società e brand conosciuti a livello nazionale e internazionale. Mario Bartoccini, peraltro, con “Casa Giulia”, uno dei marchi più conosciuti, con sede a Collecorvino, entrò nella Pescara Calcio e nel giro dei rifornitori che curano i rinfreschi vip della nazionale azzurra. Vennero pubblicati a riguardo anche alcuni articoli e, in uno di questi, venivano esaltate le doti imprenditoriali di Mario Bartoccini, evidenziando come il suo marchio “Casa Giulia” era accreditato presso i canali della grande distribuzione, nazionali ed esteri: si parlava di canali retail, catering alberghiero, linee aeree e laboratori di pasticceria in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone. Sta di fatto che ieri mattina un elicottero della guardia di finanza ha stazionato a lungo sopra la sua abitazione, a Pescara, dopo le prime luci dell’alba, mentre altri berretti verdi erano impegnati contemporaneamente in una serie di perquisizioni anche in Campania e in Molise dove l’arrestato aveva delle partnership produttive a lui riconducibili. Diversi e noti i marchi individuati dagli investigatori: oltre a Casa Giulia, ci sono Casale Matilda, Casa Giulia Albicocche, Natur Frutta, Agavita, Villa Giorgia e Dama Leone, tutti marchi riconducibili, per la FInanza, ai due fratelli indagati.
Tutto sarebbe partito dal fallimento dichiarato dal tribunale di Pescara della “C.I. Alimentare spa” (nel 2021) e di “Casaitalia spa” (nel 2023), riconducibili a Mario Bartoccini. Nel corso delle indagini sono stati analizzati dalle fiamme gialle centinaia di negozi giuridici, rapporti finanziari e una enorme mole di documentazione amministrativo-contabile acquisita a seguito di numerosi controlli incrociati. Stando a quanto accertato dall’inchiesta, l'amministratore di fatto, e cioè Mario Bartoccini, avrebbe svuotato le società indebitate e in liquidazione giudiziale dei beni aziendali, simulandone la cessione, con falsi contratti, a una catena di partner produttivi (da qui le aziende controllate in Campania e Molise) con sede nel Chietino, nel Molisano e nella circoscrizione partenopea, riconducibili, stando all'accusa, all’imprenditore arrestato. I controlli delle fiamme gialle avrebbero accertato che i «trasferimenti reiterati», come spiega una nota della stessa Finanza, «sarebbero avvenuti in assenza di corrispettivi, consentendo anche la prosecuzione dell'attività produttiva in capo a una società non gravata da pendenze tributarie e amministrata formalmente dal fratello dell'imprenditore (Alessandro ndr), finito anche lui tra gli indagati».
Domani l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Sacco.