Banche, crolla il numero delle rapine: -66.7%

La statistica dell’Abi, solo due colpi messi a segno in Abruzzo nei primi nove mesi del 2018
PESCARA . Volto camuffato e arma in mano, e l’immancabile “Questa è una rapina”. Un copione che non appartiene più all’Abruzzo, regione divenuta una terra inospitale per i rapinatori di banche, almeno stando a un report diffuso dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana.
I “colpi” messi a segno nei primi nove mesi dell’anno sono stati solo due, contro i sei dello stesso periodo del 2017. La diminuzione conferma il trend positivo registrato anche a livello nazionale (-28,7%). A certificare il dato è Ossif, il Centro di ricerca Abi sulla sicurezza, nel corso del convegno sul tema “Stati generali della Sicurezza 2018” promosso per approfondire i temi della sicurezza in banca e negli altri settori a rischio rapina.
Una delle due rapine segnalate quest’anno in Abruzzo si è verificata a Chieti (città nella quale l’anno scorso non erano stati consumati reati di questo tipo), l’altra a Teramo (stabile a quota 1). L’Aquila, invece, anche quest’anno ha conservato il suo primato di città con zero rapine. Il crollo si è verificato a Pescara, che è passata dalle precedenti cinque a zero. In Abruzzo i colpi allo sportello, complessivamente, hanno subito un calo del 66,7% . A livello nazionale, come rivela l’indagine di Ossif, le rapine allo sportello sono passate da 188 nei primi nove mesi del 2017 a 134 del 2018 (-28,7%). Nei primi tre trimestri del 2018, cala anche il cosiddetto indice di rischio - cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli - che è passato da 0,9 a 0,7 a livello nazionale e da 1 a 0,5 in Abruzzo. (c.s.)

