Banche e finanziarie pagano il porto

6 Maggio 2015

Ecco chi c’è dietro la grande opera a Città Sant’Angelo, domani scade il termine per presentare osservazioni al progetto

SANT’ANGELO. Costerà 35 milioni di euro il porto turistico di Città Sant’Angelo a 450 metri dalla spiaggia, più 2 milioni per il Comune. I soldi per iniziare i lavori «ci sono», così hanno assicurato al sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, i rappresentanti della Prim, la società con sede a Londra che ha proposto di realizzare il porto da 650 posti barca all’altezza della foce del fiume Saline.

Banche e investitori. Ma chi pagherà i lavori? La metà arriverà da «banche e fonti finanziarie di credito», il resto sarà ottenuto dalla vendita o dall’affitto dei posti barca. Così c’è scritto sui documenti della Prim, firmati dal presidente Giovanni Veroni e depositati alla Regione Abruzzo. Il piano finanziario dice che per partire servono almeno «7,5 milioni di euro»: «Sui lavori, durante l’assemblea pubblica del 24 aprile scorso in Comune, ho sempre usato il condizionale», dice il sindaco, «ho detto che se ci saranno i fondi, l’opera si farà ma i rappresentanti della Prim mi hanno assicurato che i soldi sono già pronti e che la volontà di iniziare i lavori c’è».

Affari Prim. Quella di Città Sant’Angelo, con 50 anni di gestione, non è l’unica carta della Prim vuole: la società vuole costruire porti turistici anche a Cefalù, Peschici e Albenga e si candida a realizzare un cimitero da 150 mila tombe a Roma. Domani scadrà il termine per presentare osservazioni al progetto o presentare progetti alternativi. Poi, il sindaco di Città Sant’Angelo, entro un mese, dovrà convocare la conferenza dei servizi che passerà al setaccio il progetto richiedendo il parere a 34 enti.

Le carte del progetto. Secondo il progetto dell’architetto Vittorio Tarizzo in collaborazione con l’ingegnere Guglielmo Guglielmi, docente del Politecnico di Torino, e gli architetti montesilvanesi Luigi Marchegiani e Carlos Crescia, «dal punto di vista ambientale, il porto, staccato dalla costa di circa 450 metri, non intacca nel modo più assoluto il litorale costiero che rimane libero e tutelato da qualunque tipo di cementificazione ma anzi, grazie alla nascita del nuovo attracco, potrà essere ancor più qualificato. L’impatto ambientale/urbanistico sarà minimo perché non sono previste strutture abitative saranno realizzati solo quei servizi minimi essenziali alla vita del porto. L’obiettivo è realizzare un’opera con il minimo impatto visuale da terra».

Pontile da 450 metri. La relazione prosegue: «Non viene sottratto un solo metro di arenile alle spiagge, il ponte foraneo è costituito da una corsia veicolare con piazzole di incrocio, una pista ciclabile e una passerella pedonale, si sviluppa adiacente all’argine settentrionale della foce in un’area non utilizzata dagli stabilimenti balneari e neppure agibile quale spiaggia libera». Il ponte sarà realizzato con piloni ogni 25 metri: «Non costituirà ostacolo alla circolazione delle acque. È prevista la possibilità di passare con piccoli natanti al di sotto della struttura del ponte, data la limitata altezza libera».

Florindi. Contro il progetto sono schierati gli albergatori di Montesilvano: «Sono contrari», dice Florindi, «ma non hanno portato motivazioni scientifiche: è una protesta inutile e mi meraviglio che un’associazione di albergatori, che dovrebbe essere il traino del turismo, abbia preso questa posizione: il porto turistico sarebbe un vantaggio. Vorrei capire quali interessi il porto turistico andrebbe a ledere. Solo critiche e zero proposte».

Previsioni turismo. Secondo le stime della Prim, «un nuovo Marina da 600 posti barca, mediamente, comporta una quantità di presenze pressoché fisse durante tutto l’anno quantificabile in circa 200 unità alle quali si aggiungono altre 600/700 persone che frequentano il porto durante i week-end o le i periodi di festa. Durante le vacanze estive in genere la struttura gode di circa 1.100 persone/giorno. A seguito di questo arrivo di utenti del porto è stato verificato che ci sono sempre persone che vanno a pernottare negli alberghi vicini. Inoltre, la maggioranza dei fruitori, specie nei brevi soggiorni fruisce ampiamente delle strutture locali di ristorazione».

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