Banchetto per il suicidio assistito, è scontro tra Cappato e il sindaco

12 Maggio 2023

L’attivista denuncia: negato il permesso per raccogliere firme, il Comune ci chiede somme senza titolo Masci replica: gli uffici rispettano le regole introdotte nel 2010, ci penserò io a versare 31 euro di diritti

PESCARA. Marco Cappato, ex eurodeputato dei Radicali, sarà a Pescara lunedì e martedì per raccogliere firme sulla proposta di legge del suicidio medicalmente assistito. E l’attivista, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, denuncia che finora gli sarebbe stato negato un banchetto e parla di «violazione in atto dei diritti civili e politici»: «A Pescara non è ancora stato possibile ottenere un regolare permesso per tenere un tavolo di raccolta firme», dice. Poi, lancia un appello al sindaco Carlo Masci: «Caro sindaco, mi rivolgo a lei nella speranza che la violazione dei diritti nella sua città sia il risultato solo di un malinteso burocratico e non di una vera e propria scelta politica».
La polemica ruota intorno alla richiesta di pagamento avanzata dal Comune per diritti di istruttoria pari a 31 euro: «Una richiesta abusiva», secondo Cappato, «e poi il termine di 30 giorni per ottenere una risposta per un semplice banchetto di raccolta firme è del tutto incompatibile con le esigenze pratiche di organizzazione della campagna. Il Comune ha poi smesso del tutto di rispondere alle altre richieste, nonostante i numerosi solleciti scritti e di persona».
Masci interviene così: «Appena ho ricevuto la lettera di Cappato», replica il sindaco, «mi sono attivato per fare in modo che l’associazione venga esentata dal pagamento dei diritti di istruttoria di 31 euro, previsti da una delibera di giunta comunale del 2010. Nell’ipotesi in cui ciò non sia possibile», assicura Masci, «provvederò direttamente io a pagare la cifra in argomento. Gli uffici hanno esaminato la domanda e seguito la normale prassi per il rilascio dell’autorizzazione, richiedendo il pagamento dei diritti di istruttoria, prodromico al rilascio dell’autorizzazione. La situazione, rimasta sospesa in attesa del pagamento come da previsione della delibera citata, sarà risolta certamente prima dell’arrivo di Cappato a Pescara».
L’obiettivo della campagna è raccogliere 5mila firme di cittadini residenti in Abruzzo. L’intenzione è quella di arrivare a «una normativa di attuazione (procedure e tempi) per accedere ad una morte volontaria attraverso l’auto somministrazione del farmaco letale». Al raggiungimento delle firme, la proposta di legge, dopo il deposito, verrà affidata all’ufficio di presidenza del consiglio regionale per la verifica della conformità delle firme e successivamente passerà alla commissione di Garanzia che esprimerà parere sull’ammissibilità della proposta. A seguire il consiglio regionale avrà sei mesi per iniziare la discussione della legge popolare.
La campagna per la proposta di legge “Liberi Subito” dell’associazione Luca Coscioni andrà avanti fino al 29 maggio. «A Pescara non è ancora stato possibile ottenere un regolare permesso per tenere un tavolo di raccolta firme», afferma Cappato, «mentre la campagna è già in stato avanzato in regioni come Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, e già conclusa con il raggiungimento delle firme necessarie in Veneto».