Banco alimentare: ecco come funziona la macchina degli aiuti

La richiesta di cibo e di prodotti per l’igiene per le famiglie in difficoltà è aumentata del 20 per cento Ogni giorno rifornimenti a Caritas e associazioni. E tante aziende contribuiscono con i loro prodotti
PESCARA. E' una macchina sempre in movimento, quella che assicura un aiuto alimentare a chi ha bisogno. E in questi giorni funziona ancora di più, sia perché c'è una maggiore richiesta di sostegno sia perché ci sono tante persone e imprese pronte a donare. Ne sa qualcosa il Banco Alimentare Abruzzo, diretto da Cosimo Trivisani, che sta gestendo il grande lavoro legato all'emergenza coronavirus.
Nelle ultime settimane hanno chiesto una mano al Banco «diversi cittadini», rimasti senza soldi, e anche «tanti Comuni, in particolare i più piccoli, almeno fino all'annuncio del Governo» della elargizione di 400 milioni per consentire alle famiglie di fare la spesa.
Ma il Banco non distribuisce ai singoli, alle famiglie, per cui chiunque chiami viene dirottato al Centro operativo comunale e alla Caritas diocesana. L'attività del Banco, ora come sempre, è rivolta a una serie di realtà convenzionate, dalla Caritas alle associazioni, che a loro volta distribuiscono aiuti a chi ha più bisogno. Ai Comuni, invece, si sta pensando quotidianamente, compresi «quelli della zona rossa».
BANCO ALIMENTARE In questa fase, la richiesta di aiuti al Banco è aumentata «del 20%», da parte di chi ha la convenzione. Alcuni, «come la Caritas, a marzo hanno chiesto due consegne al posto di una, e adesso ne hanno sollecitata un'altra».
Per avere un'idea degli aiuti che partono ogni giorno dal Banco Alimentare, ieri sono state «rifornite dieci strutture, ognuna delle quali ha ricevuto 800 chili di prodotti, tra generi alimentari, anche freschi, e articoli per l'igiene della persona e pulizia della casa, che in questo momento sono importanti proprio come il cibo, e si pensi a carta igienica, assorbenti, candeggina». Più richieste, quindi, ma anche più fornitori perché a questa macchina della solidarietà stanno contribuendo anche aziende che prima erano estranee e nel magazzino del Banco «non stanno arrivando più solo i prodotti in eccedenza, ma pure altra merce». E Trivisani cita, tra gli stock giunti di recente o in arrivo, le bontà di Sapori Veri, le mozzarelle di Reginella d'Abruzzo, i prodotti De Cecco e la candeggina Fater.
«La generosità degli amici abruzzesi mi ha colpito», dice ancora parlando dei «nuovi volontari che vengono ad aiutarci», del sindaco di Collelongo che «vuole ricambiare il nostro aiuto (ma dobbiamo capire in che modo)», e dell'impresa di costruzione che «ha realizzato il nostro magazzino e ora si è messa a disposizione, per cui ci aiuta con carico e scarico». Chi volesse mettersi in contatto con il Banco Alimentare, ad esempio le associazioni che si occupano dei bisognosi, può scrivere all'indirizzo segreteria@abruzzo.bancoalimentare.it Da questa grande realtà arriva poi il consiglio di evitare la spesa sospesa, perché «nonostante la buona volontà, potrebbe rivelarsi un'azione non incisiva. Fa circolare un po' troppe persone, nonostante i divieti in vigore, e poi potrebbe non assicurare trasparenza».
SPESA PER I POVERI Una bella iniziativa è stata quella della Conad di via Milano dove una cliente e il direttore, Fabrizio Costantini, sempre attento ai meno fortunati, hanno riempito un carrello di prodotti, all'inizio della settimana, e lo hanno messo a disposizione di chi non ha soldi per fare la spesa. «Ma era difficile da gestire, visto che quella merce faceva gola anche a chi non ne ha assolutamente bisogno. E così ho donato tutto alle suore, per far arrivare quei prodotti ai poveri», dice Costantini, che annuncia che nel momento in cui il Comune elargirà gli aiuti, nel suo punto vendita sarà riconosciuto anche un «10% di sconto in più».
CARITAS Sono rimasti attivi, anche se con dei cambiamenti, i servizi della Caritas e cioè le mense, che distribuiscono pasti d’asporto, l'Emporio della solidarietà, il Centro di accoglienza notturno (non per nuovi ingressi) e le docce. E poi è stato creato un Villaggio di emergenza sempre aperto, in via Alento. Anche la Caritas riceve molte proposte di donazione, dice soddisfatto don Marco Pagniello. Ma lui si preoccupa della «emergenza sociale che arriverà quando finirà quella sanitaria» e sta lavorando proprio su questo.

