Banda ultra larga, lavori finiti in 17 comuni: ecco quali

31 Agosto 2019

PESCARA . Sono 17 i comuni nei quali nel mese di agosto sono stati completati i lavori del “Grande Progetto Bul” (Banda ultra larga), che in tutto riguarda 192 località abruzzesi. L’obiettivo è...

PESCARA . Sono 17 i comuni nei quali nel mese di agosto sono stati completati i lavori del “Grande Progetto Bul” (Banda ultra larga), che in tutto riguarda 192 località abruzzesi. L’obiettivo è quello di rendere più veloci le comunicazioni.
Si tratta dei comuni di Arsita, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Corvara, Fallo, Lettopalena, Molina Aterno, Montebello di Bertona, Montebello sul Sangro, Montelapiano, Montenerodomo, Ofena, Pennadomo, Sant’Eufemia a Maiella, Santo Stefano di Sessanio e Vicoli.
Il collaudo sarà avviato non appena sarà disponibile il “Pcn”, vale a dire il “Punto di consegna neutro” di appartenenza, che in sostanza si può descrivere come l’evoluzione 4.0 delle vecchie centrali telefoniche. A realizzare i lavori è la Open Fiber che si è aggiudicata il bando della Infratel l Italia Spa (società appaltante in house del ministero dello Sviluppo economico). L’intero progetto prevede il cablaggio di circa 7.700 comuni in tutte e 20 le regioni italiane.
Allo stato attuale sono in esecuzione altri 81 cantieri in altrettanti comuni della regione. Per l’Abruzzo sono a disposizione 134 milioni di euro a valere su un finanziamento del ministero dello Sviluppo economico, pensato per consentire l’attivazione della fibra in ogni abitazione, con un miglioramento dei servizi della rete mobile. Il progetto è stato approvato il 3 marzo 2015 dal Governo italiano, nell’ambito della strategia per la banda ultra larga, che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, e rappresenta il quadro di riferimento per soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea entro il 2020. L’intervento consiste nel costruire una rete di proprietà pubblica che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori che vorranno attivare servizi verso cittadini e imprese. L’intervento pubblico è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza di iniziativa privata. (c.s.)