Banditi armati assaltano le Poste Rubate le pensioni: 350mila euro

Assalto all’ora di chiusura: dipendenti legati, direttore minacciato con la pistola e preso a calci
PESCARA. Un colpo messo a segno alle poste nel giorno del pagamento delle pensioni, questo mese più ricche per l’accredito della tredicesima.
Una rapina verosimilmente studiata a tavolino, quella che si è consumata ieri a ora di pranzo in via Monte Faito, poco prima dell’orario di chiusura della filiale, che ha fruttato ai malviventi un bottino stimato in circa 350mila euro dalla squadra mobile, che con il dirigente Dante Cosentino sta indagando sul caso.
Attimi di terrore ieri intorno alle 13,30 a cinque minuti dalla chiusura al pubblico degli sportelli della filiale di Poste italiane in via Monte Faito, a pochi metri dall’ospedale. Due uomini, con il volto coperto dalla mascherina e con il berretto calato sugli occhi per non farsi inquadrare dalle telecamere di sorveglianza, sono entrati nell’atrio centrale come due clienti qualsiasi. Hanno approfittato di un momento in cui non c’erano altre persone, al di fuori dei dipendenti, e anche all’esterno della struttura c’era poco movimento di auto e passanti, probabilmente a causa della diminuzione del traffico determinata dall’emergenza Covid. Una volta all’interno i due hanno estratto la pistola e hanno minacciato le tre donne agli sportelli, l’addetta alle pulizie e il direttore della filiale.
È in quel momento che è iniziato l’incubo per i lavoratori delle poste e, soprattutto, per il direttore della filiale, un pescarese di 59 anni, che è stato preso di mira dai balordi e ha avuto la peggio. In base a quanto si apprende dal racconto fatto dai testimoni agli agenti della squadra volante della polizia, che sono intervenuti sul posto subito dopo che i dipendenti sono riusciti a lanciare l’allarme, i cinque lavoratori presenti all’interno dell’ufficio postale sono stati tutti legati ai polsi e alle caviglie con delle fascette da elettricista. I due malviventi hanno puntato la pistola contro il direttore, intimandogli di consegnare loro il denaro presente nella cassaforte, strattonandolo, spingendolo a terra e prendendolo a calci. Si sono quindi impossessati del denaro in tutta fretta, 350 euro in contanti secondo una prima ricostruzione non ancora ufficiale fornita dalle forze dell’ordine, che dovrà quindi essere confermata dagli uffici informatici di Poste italiane. I due delinquenti sono quindi usciti dalla porta principale e sono fuggiti a bordo di un’automobile parcheggiata a pochi metri, probabilmente in direzione monti, verso via del Santuario, facendo perdere le loro tracce.
È stato proprio il direttore, dopo la fuga dei due malviventi, a riuscire a liberarsi e a lanciare l'allarme. Sul posto è arrivata la polizia, con la squadra volante, la mobile e la scienttifica per i rilievi di rito, oltre a un’ambulanza del 118.
Il direttore delle Poste di via Monte Faito, per primo, è stato portato al Pronto soccorso per farsi medicare (in base a quanto si apprende avrebbe riportato contusioni alle caviglie e ai polsi e all’addome per una prognosi di dieci giorni) ma soprattutto per cercare di farlo riprendere dallo shock subito. Intorno alle 15, dopo essere state ascoltate dalla polizia, anche le altre tre dipendenti, tutte pescaresi di 51, 52 e 60 anni, sono state portate all’ospedale con un mezzo della Croce rossa. Le donne, come hanno raccontato ai sanitari, hanno avvertito lievi malori, probabilmente determinati dallo spavento.
L’unica a non essere ricorsa ai soccorsi è stata l’addetta alle pulizie, che ha assistito comunque agli attimi più drammatici della rapina. Le tre dipendenti se la caveranno in pochi giorni, dimesso anche il direttore.
Le ricerche dei due delinquenti sono scattate immediatamente.
La polizia si è avvalsa anche di un elicottero. Per cercare di identificare i due uomini, al momento, si stanno vagliato tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti all’interno e all’esterno della struttura, anche quelle eventualmente presenti lungo via Monte Faito e dintorni, poiché potrebbero contenere elementi chiave per incastrare i due rapinatori, a partire dall’automobile utilizzata per effettuare il colpo.
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