Bando di gara per il Bosso, Lagatta accusa

12 Aprile 2019

«Negato da Parco e Provincia»: il sindaco di Bussi replica a De Dominicis sull’abbandono della coop

BUSSI SUL TIRINO. Il sindaco Salvatore Lagatta replica a Pino De Dominicis che lo accusa di incapacità insieme con la sua amministrazione, a proposito dell'abbandono della cooperativa il Bosso del Centro visite del Tirino. «E lo faccio», afferma il primo cittadino, «per ribadire come sono andate le cose». Lagatta riparte dal 2016 con una serie di date degli eventi salienti che hanno caratterizzato l'iter di ritorno della struttura alla proprietà e alla piena disponibilità del Comune di Bussi, dopo essere stata amministrata dall'ente parco Gran Sasso e dalla Provincia di Pescara, concessa alla coop il Bosso. Nel maggio 2016 il Parco chiede a Comune e Provincia di realizzare una bozza di gestione del Centro visite, in previsione della scadenza (2018) della concessione al Bosso. La Provincia prende tempo, ma il Comune la incalza e dopo un ulteriore rinvio finalmente a novembre 2016, arriva la proposta di bando. Ma ci sono ancora difficoltà tanto che Comune, Provincia e Parco si accordano per una proroga al Bosso fino a marzo 2017. Nel frattempo il Comune approva in delibera uno schema di accordo di gestione che va bene al Parco ma non alla Provincia, che chiede approfondimenti, circostanza che favorisce una proroga di gestione al Bosso fino a maggio 2018, scadenza del comodato d'uso gratuito. «Ma in data 15 maggio 2018», fa notare Lagatta «riceviamo dalla Provincia, a pochi giorni dalle elezioni comunali e a tre giorni dallo scadere del comodato d'uso una ulteriore richiesta di proroga di 4/5 mesi. Diventa chiaro a tutti che ogni tentativo da parte del Comune di fare un bando di gara è stato negato da un'attività congiunta da parte del Parco e della Provincia. Ci sfuggono i motivi per cui tutto ciò sia avvenuto, ma i punti oscuri sono tanti. De Dominicis», incalza Lagatta, «in una assemblea pubblica ha affermato che lui stesso si era recato all'ente Parco per chiedere una proroga (non si capisce con quale ruolo) e in un'altra assemblea alcuni componenti del Bosso hanno asserito che la Provincia aveva rigettato il bando del Comune, perché in esso si accennava alle start-up quali possibili gestori. Viene da chiedersi se chi partecipa ad un bando possa esprimersi così». «Da molti sono stato sollecitato», conclude Lagatta, «a segnalare alla procura. Ma tutto sarà sorpassato nel primo consiglio comunale quando approveremo finalmente il bando, consapevoli che nessuno potrà fermarlo».