Bando pubblicato tardi: 10 prof senza la cattedra

3 Settembre 2019

Misticoni-Bellisario: avviso reso noto il 30 agosto, ma scadeva il giorno prima Così gli insegnanti perdono il diritto di prelazione. Già annunciato il ricorso  

PESCARA. Sono almeno una decina i docenti del liceo artistico e musicale Misticoni-Bellisario di Pescara, beffati dall'avviso pubblicato sul sito istituzionale e riguardante il cosiddetto accantonamento, vale a dire una sorta di diritto di prelazione per i precari impegnati nella stessa scuola durante la passata stagione e favoriti sugli altri in caso di riapertura di posizioni vacanti.
Infatti, nonostante la data di pubblicazione dell'avviso porti la data del 30 agosto 2019, aprendo il documento si legge che il termine ultimo per presentare la domanda scadeva il giorno prima, vale a dire il 29 agosto.
Com'è facilmente intuibile, l'incongruenza tra la data di pubblicazione quella di scadenza ha reso impossibile a tutti gli interessati rispondere all'avviso per proseguire l'attività nel medesimo istituto. Quello dell'accantonamento, come spiegato da alcuni di loro, è un meccanismo che mirerebbe a consentire una doppia tutela: da un lato quella degli studenti, che riuscirebbero a mantenere una continuità didattica con lo stesso docente, onde evitare di cambiarlo di anno in anno. Dall'altro quella degli insegnanti stessi, altrimenti costretti a migrare da una scuola all'altra nel labirinto del precariato. Tuttavia, nonostante sulla domanda (che al contrario dell'avviso non riporta la data di pubblicazione) si legga come la stessa sia stata pubblicata «considerata l'urgenza di garantire il regolare inizio dell'anno scolastico», va da sé che in questo modo sicuramente non sarà possibile attingere tra i docenti che hanno lavorato lo scorso anno al Misticoni-Bellisario. Com'è facile immaginare, delusione e soprattutto rabbia hanno presto preso il sopravvento sugli insegnanti, molti dei quali hanno raccontato come per giorni hanno monitorato il sito ufficiale in attesa della pubblicazione dell'avviso, salvo poi scoprire l'atroce beffa. Ma sul fatto che la partita non sia finita c'è da scommetterci: con la situazione che si è venuta a creare è facile ipotizzare che molti di loro, se non tutti, impugneranno l'avviso inaccessibile per chiederne l'annullamento e la riproposizione di un altro valido. Nel frattempo però i giorni passano, il suono della prima campanella si avvicina, gli alunni con ogni probabilità verranno affidati ad altri insegnanti e i docenti devono rinunciare, almeno per adesso, a quello che per loro è un sacrosanto diritto.
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