Bankitalia: 6 imprese su 10 chiuse in piena emergenza

Il rapporto choc: crollano export, vendite di auto e case, turismo ed edilizia
L’AQUILA. Sei aziende su dieci chiuse durante il lockdown, tonfo dell’export (-5,9%), crollo dell’edilizia (-60% di ore lavorate) e del turismo (-30%), boom di cassa integrazione (sia ordinaria che in deroga) e immatricolazioni auto a picco. L’emergenza Covid si è abbattuta sull’Abruzzo come uno tsunami. I dati del consueto rapporto annuale sull’economia regionale redatto dalla Banca d’Italia - che quest'anno purtroppo si è arricchito di una sezione dedicata al coronavirus - dipingono un quadro molto preoccupante, destinato a peggiorare ulteriormente se la pandemia dovesse riesplodere.
Gli scenari futuri, dice la banca centrale, sono quantomai incerti e dipendono da una molteplicità di fattori, in primis l’andamento dei contagi e le modalità con cui saranno impegnati e spesi i fondi stanziati dall’Unione Europea per fronteggiare la crisi.
IL RAPPORTO. A presentare il dossier ieri all’Aquila in conferenza stampa sono stati Dealma Fronzi (foto), capo della filiale abruzzese della Banca d’Italia, Valter Di Giacinto e Alessandro Tosoni, membri della divisione Analisi e Ricerca economica e territoriale dell’istituto. Dopo l’incontro con i giornalisti, si è tenuto anche un convegno in diretta streaming a cui hanno partecipato il presidente regionale di Confindustria Abruzzo Marco Fracassi, Alessandra Faggian, professoressa di Economia del Gran Sasso Science Institute, il prefetto dell'Aquila Cinzia Torraco e il capo del servizio Struttura Economia di Banca d'Italia Fabrizio Balassone.
LA SITUAZIONE PRE-CRISI. La pandemia ha colpito l’Abruzzo in un momento già non favorevole per l’economia. Nel 2019 il Pil regionale aveva ristagnato sui livelli dell’anno precedente (-0,1%), con un rallentamento diffuso un po’ tutti i settori, dall’industria (-0,7% sul valore aggiunto) al terziario. A segnare il passo era stato anche un comparto che costituiva, tradizionalmente, un punto di forza, l’export (-1,3%), con una contrazione che aveva interessato soprattutto il tessile, la meccanica e i mezzi di trasporto.
ARRIVA IL COVID. Dato questo quadro di partenza, l’emergenza Covid deflagrata a fine febbraio ha impattato in modo particolarmente pesante.
Secondo Banca d’Italia, la perdita complessiva di valore aggiunto dovuta all'epidemia è stata pari a oltre un quarto del totale. A seguito delle chiusure disposte dal Governo, in Abruzzo si sono fermate 6 imprese su 10 nel settore manifatturiero e quasi 5 su 10 in quello dei servizi. Tra i comparti più colpiti, l’edilizia - che a marzo ha fatto registrate un 60% di ore lavorate in meno - e il turismo, con perdite di presenze nel primo trimestre stimate intorno al 30%.
CROLLO EXPORT. Le esportazioni, già in flessione, come si è visto, nel 2019, hanno registrato nel primo trimestre 2020 una contrazione del 5,6%, dato superiore a quello registrato a livello nazionale (-1,9%). A questo risultato, dice Banca d’Italia, ha contribuito soprattutto il marcato calo registrato nel comparto dei mezzi di trasporto (-11% nel primo trimestre), che ha risentito della forte caduta delle immatricolazioni di veicoli commerciali registrata nel mercato europeo a partire dal mese di marzo. Male anche il tessile e la meccanica. Solo il farmaceutico e l’agroalimentare sono andati in controtendenza. VENDITA AUTO E CASE A PICCO.
Durante il lockdown, in Abruzzo si sono praticamente azzerate le immatricolazioni di nuove auto (-80% ), e si è avuta anche una significativa contrazione del mercato immobiliare, che invece negli ultimi anni aveva dato segnali di ripresa: a marzo c’è stato un calo del 15% della compravendita di unità immobiliari residenziali e del 30% di unità non residenziali.
CASSA INTEGRAZIONE. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, ad aprile, in Abruzzo, c’è stato un boom di richieste per la cassa integrazione ordinaria, pari a 15 milioni di ore, che, specifica Banca d’Italia, equivalgono al totale delle ore che erano state complessivamente autorizzate nel quadriennio 2015-2019. In generale, nel primo quadrimestre 2020, il numero di ore di Cig è aumentato di quindici volte rispetto allo stesso periodo del 2019. A ciò si devono aggiungere, poi, le richieste per la cassa in deroga - che hanno interessato 26 mila lavoratori – e l’aumento della Naspi (indennità mensile di disoccupazione), cresciuta del 37% rispetto allo stesso periodo del 2019. Da inizio anno il calo dell’occupazione è stato del 3,9% ma è un dato viziato dal blocco dei licenziamenti imposto dal governo. È probabile che quando questa misura non sarà più in vigore, i posti di lavoro persi saranno molti di più.
CREDITI GARANTITI. Tra il 25 marzo e il 26 maggio 2020, il Fondo centrale di garanzia dello Stato ha accolto oltre 8mila richieste di accesso a forme di finanziamento garantito avanzate da imprese abruzzesi, il 95% delle quali riguardano importi fino a 25 mila euro.
L’ammontare totale dei finanziamenti, finora, è pari a 290 milioni di euro e nelle ultime settimane, ha specificato Dealma Fronzi, il tasso di accoglimento delle domande è raddoppiato, segno che, dopo le difficoltà iniziali, la misura sta iniziando a dare i suoi frutti. Per quanto riguarda, invece, i liberi professionisti, le domande per il bonus da 600 euro sono state, finora, 88 mila, quantificabili in 56 milioni di euro. FAMIGLIE. A causa del Covid, nel primo quadrimestre 2020 c’è stata una contrazione del credito al consumo del 18,8% e una diminuzione dell’8,9% nell’erogazione dei mutui. Una nota parzialmente positiva è che in Abruzzo l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle famiglie è stato meno pesante rispetto ad altre regioni del Sud perché ci sono meno disuguaglianze nella distribuzione del reddito, perché le famiglie abruzzesi sono meno indebitate e anche perché c’è un tasso di povertà minore, come certificano i numeri sulle richieste di reddito e pensione di cittadinanza, che in Abruzzo hanno riguardato il 4% dei nuclei a fronte di una media, nelle regioni meridionali, dell’8%.

