Bar chiuso dal questore, c’è il ricorso al Tar

Francavilla, l’avvocato della titolare: «Il locale non è un ritrovo di pregiudicati, va riaperto subito»
FRANCAVILLA. Manola Verna, titolare del bar Margot in via Adriatica sud a Francavilla, non ci sta e tramite il suo legale annuncia ricorso al Tar contro il provvedimento di chiusura del suo locale, disposto nei giorni scorsi dalla questura di Chieti. La misura, della durata di 30 giorni, è scattata dopo un blitz di carabinieri e polizia, nel corso del quale sono state accertate, secondo gli inquirenti, gravi irregolarità sia di natura penale che amministrativa.
Nel corso dei controlli, uno dei baristi è stato trovato in possesso di 6 grammi di hashish, mentre il locale è stato ritenuto dagli investigatori come «ritrovo di soggetti pregiudicati e un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza». Accusa che, tuttavia, il legale della titolare, respinge categoricamente. «Nei prossimi giorni sarà depositato il ricorso al Tar contro il provvedimento di chiusura disposto dal questore», si legge in una nota firmata dall'avvocato Stefano Seccia. «Ciò si rende necessario sia a tutela dell'onorabilità e della reputazione della titolare Verna, incensurata, sia al fine di evidenziare l’illegittimità del provvedimento». Quindi spiega: «Tale provvedimento è sprovvisto dei requisiti richiesti dalla legge, ex art.100 Tulps del 1931 che fa riferimento all’avvenimento di tumulti o gravi disordini, che il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che si crei pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini».
Quindi conclude: «Le uniche lesioni sono quelle subite dalla signora Verna, la quale è caduta in un profondo stato di frustrazione e angoscia. Come acclarato dagli stessi inquirenti, nessuno spaccio veniva consumato nei locali, anzi il soggetto trovato in possesso di modica quantità di hashish, per esclusivo uso personale, è stato immediatamente licenziato». (a.d.s.)
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