Barbagallo: Bussi, le aziende restino e paghino la bonifica
BUSSI SUL TIRINO. «L’alternativa “morire di fame” o “morire di cancro” è sbagliata perché non aiuta a ragionare su temi tanto complessi quanto delicati. Le aziende che hanno inquinato devono rimanere...
BUSSI SUL TIRINO. «L’alternativa “morire di fame” o “morire di cancro” è sbagliata perché non aiuta a ragionare su temi tanto complessi quanto delicati. Le aziende che hanno inquinato devono rimanere sul territorio e utilizzare i loro profitti anche per le azioni di bonifica». È quanto ha affermato ieri il segretario nazionale Uil Carmelo Barbagallo intervenuto a Sulmona (Aq) al seminario di criminologia sul tema “Ecomafia e Agromafia: analisi, riflessioni, proposte”, promosso dall’associazione “Vittime del Dovere onlus”, Uil Abruzzo e esecutivo di Sulmona dell’Ipa (International Police Association). Il seminario, condotto da Alessia Meloni, avvocato e consulente dell’associazione Vittime del Dovere, ha visto la partecipazione della presidente Emanuela Piantadosi, e di numerose altre autorità, come Francesco Basentini, capo Dipartimento amministrazione penitenziaria, e Giuseppe Bellelli, procuratore della Repubblica a Sulmona. Parlando di Bussi e agromafie, Barbagallo ha proposto l’introduzione del reato di omicidio da profitto: «Per il sindacato sicurezza e lavoro sono priorità assolute: dopo il reato di omicidio stradale andrebbe introdotto il reato di omicidio da profitto per tutti coloro che non rispettano le regole e fanno morire i lavoratori».

