Barbieri ai sindaci: non rischiate sulle scuole

1 Novembre 2016

San Giuliano di Puglia, 14 anni fa il crollo della Jovine. Il primo cittadino: i ragazzi devono stare sicuri

La sua riflessione vale come un appello ai colleghi sindaci: «Non mi stancherò mai di dirlo: i nostri figli devono frequentare le lezioni senza timori. Meglio sopportare alcuni disagi come il ricorso ai doppi turni o la chiusura momentanea di un plesso scolastico, ma non si accetti il rischio di non veder tornare a casa i ragazzi per colpa del terremoto». Luigi Barbieri è il primo cittadino di San Giuliano di Puglia, il Comune della provincia di Campobasso in cui ieri è stata commemorata la scomparsa di 27 alunni e di una maestra nel crollo della scuola Jovine nel sisma del 2002. Oggi il suo paese (1.050 abitanti), dopo la ricostruzione, è di gran lunga uno dei più sicuri d’Italia se non al mondo: al 100% lo è la scuola intitolata agli “Angeli di San Giuliano” e inaugurata il 19 settembre 2008 dall’ex presidente del consiglio Berlusconi e dall’ex ministro dell’Istruzione Gelmini. Quel plesso, in cui ci sono cento alunni dalla scuola dell’infanzia alle medie, è stato costruito adottando tecniche moderne come gli isolatori sismici: un sistema di molle che non scaricano le scosse sulla struttura sovrastante. «Parlo da cittadino di un comune che ha sperimentato sulla propria pelle che cosa significhi il crollo di una scuola», riprende Barbieri, «visto che con i terremoti dobbiamo imparare a convicere ormai tutti i giorni. Se si costruisce bene, la vita continua tranquillamente. Siamo ripartiti con la microzonazione, ricostruendo dove era possibile e senza rischi. Poi, in base alle zone scelte, sono state adottate tecniche di progettazione diverse».

Lo scorso anno Barbieri aveva annunciato la messa in vendita di tutti i beni comunali, in pratica dell’intero paese: l’obiettivo era fare cassa per risarcire i familiari dei 27 alunni e della maestra, visto che col crollo della Jovine erano state inflitte cinque condanne, a vario titolo, a tecnici, imprenditori e amministratori per i lavori di sopraelevazione della scuola sui quali rivalersi per la somma di 35 milioni di euro ma poi risultati senza patrimoni. E così, per effetto della responsabilità oggettiva, tutto il peso dei risarcimenti è ricaduto sul groppone del Comune. «Dalla Regione», spiega il sindaco, «avevamo ricevuto un anticipo di 12 milioni di euro, poi girati ai familiari delle vittime per effetto della sentenza di condanna della Corte d’appello. Abbiamo chiesto l’intervento del governo che ha elaborato un decreto diventato poi legge ad agosto scorso che prevede contributi ai Comuni proprio per i risarcimenti conseguenti a sentenze di questo tipo. La vicenda, quindi, col pagamento dei restanti 23 milioni, si sta avviando a soluzione e il Comune non deve più dichiarare il dissesto». Infine, una riflessione sul sisma di questi giorni: «La nostra esperienza va raccolta: presto andremo a fare visita ai Comuni del centro Italia distrutti. Dobbiamo ritrasmettere tutta quella solidarietà che all’epoca San Giuliano ricevette».

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