Barca: «La Val di Sangro al centro dello sviluppo»

13 Dicembre 2023

L’ex ministro del governo Monti interviene ai 25 anni della Società consortile «Le politiche basate sui luoghi e le persone fondamentali nella transizione»

SANTA MARIA IMBARO . L’Abruzzo è, nel panorama nazionale, una delle regioni più virtuose per l’applicazione di politiche per lo sviluppo del territorio e in particolare delle aree interne. Un esempio virtuoso di buone pratiche che parte da lontano, dalla visione di un gruppo di amministratori, dirigenti e professionisti tra cui Giovanni Di Fonzo, l’innovatore e «intellettuale militante» come lo ha chiamato l’ex ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, scintilla e poi motore del Patto territoriale Sangro Aventino a cui è stata intitolato l’auditorium del centro servizi del Patto Sangro Aventino. E un esempio anche di coesione, di scambio di competenze, di partecipazione che ha portato al Polo automotive prima e alla scuola di alta specializzazione Its poi, con una rete delle maggiori realtà industriali nel campo automotive che hanno reso il territorio tra i due fiumi un contenitore dove si pensa, si crea e si fa.
LA GIORNATA DI STUDIO
In occasione dei 25 anni dalla costituzione della Società consortile Sangro Aventino, il Patto Territoriale ha organizzato una giornata di riflessione sulle politiche cosiddette “place-based”, ovvero incentrate sui luoghi e di conseguenza sulle persone, con la partecipazione di figure di rilievo del territorio e protagonisti della politica nazionale. Al vaglio del tavolo sono stati presentati tre casi, i loro ostacoli, problemi, insuccessi e successi, sottolineando soprattutto i processi di apprendimento con Roberto Colombero, ex sindaco di Canosio e presidente della Comunità Montana Valli Grana e Maira, Snai-Val Maira, ora presidente Uncem-Piemonte; Alessandro Ficile, amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo locale delle Madonie e coordinatore Strategia Area Interna Madonie resilienti e Raffaele Trivilino, direttore dell’Agenzia di sviluppo Sangro Aventino e coordinatore strategia Area Interna Basso Sangro Trigno.
IL CASO ABRUZZO
Di sviluppo del Sangro Aventino (59 comuni tra le province di Chieti e dell’Aquila e 114.658 abitanti) si è cominciato a parlare dal 1985 con i Programmi integrati del Mediterraneo. Oggi l’area conta qualcosa come 100 milioni di euro (200 miliardi, all’epoca) di investimenti, 350 progetti finanziati e 1.500 nuovi posti di lavoro, con un tasso di industrializzazione del 27%. Con l’avvio dello Sportello Unico delle Attività produttive, che da 25 anni è a servizio delle imprese con importanti risultati, si è continuato con la deroga europea per gli aiuti di Stato per cui tante imprese hanno potuto ricevere centinaia di milioni di incentivi fino ai Progetti integrati e alla Strategia per le aree interne e per le aree funzionali. «Siamo stati tra i primi in Abruzzo ad aprire un Gal (gruppo di azione locale)», ha ricordato Trivilino, «e con il Patto territoriale abbiamo di fatto agito come organismo intermedio e creato connessioni tra banche, industrie e territorio, siamo stati e siamo dei facilitatori».
LE SFIDE PER IL FUTURO
«L’imperativo di accelerare la transizione energetica ed ecologica sta riproponendo nel mondo la centralità di politiche place-based», ha detto Barca. «In Europa e nel nostro Paese abbiamo sperimentato questo metodo in forme molteplici. Pur affermando la centralità della dimensione territoriale, però, in molti casi non è stato portato avanti fino in fondo questo metodo. Ma è questo il modo in cui si affronta l’angoscia delle persone, la ricerca di certezze: consapevolezza e sperimentazione. Il paradosso è rappresentato purtroppo dal divario della classe dirigente, che è sempre esistito, ma che dobbiamo sradicare». È seguito il dibattito con Alessandra Faggian, direttrice dell’area di Scienze sociali del Gssi L’Aquila; Emanuela Grimaldi, capo Dipartimento della presidenza della Regione; Ugo Pagano, professore emerito dell’Università di Siena, associazione Marcello De Cecco; Isaia Sales, studioso, scrittore, già sottosegretario al ministero del Tesoro; Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata dell’Università di Bari; Sabrina Lucatelli, direttrice dell'associazione Riabitare l'Italia che hanno discusso di successi, criticità problemi e delle varie soluzioni da intraprendere ribadendo la necessità di rafforzare queste politiche perché possono contribuire positivamente all’efficacia dei vari strumenti messi in campo per lo sviluppo.
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