Barca rubata sotto le telecamere

11 Novembre 2017

Tre ladri in azione sul lungofiume: due hanno fatto da palo, il terzo si è allontanato con il natante

PESCARA. In pochissimi minuti hanno superato la recinzione che delimita “L’Ancora”, sul lungofiume, hanno raggiunto una barca ormeggiata e l’hanno portata via, dirigendosi verso il mare. Si è consumato così, la sera del 17 ottobre, il furto di un natante di 6,5 metri con un motore da 175 cavalli, il cui valore si aggira sui ventimila euro.
I ladri sono stati ripresi dalle telecamere a infrarossi e le immagini sono state consegnate sia ai carabinieri che alla polizia, visto che le denunce sono due: una del proprietario della barca e l’altra del titolare de “L’Ancora”, Oberdan Caposano, che ora esprime tutta la sua amarezza per la mancata individuazione dei responsabili, nonostante sia già passato del tempo. Caposano ha incontrato nel pomeriggio due dei tre componenti della banda. «Sono venuti in banchina fingendo di essere interessati a una barca usata e sono andati via rapidamente. Sono stati ripresi dalle telecamere, così come sono stati ripresi attorno alle 20, quando sono tornati (indossando gli stessi vestiti) insieme a un terzo. Due sono rimasti fuori, a fare da palo, un terzo è salito sulla barca, ha manomesso l’accensione e si è allontanato». Il colpo è stato scoperto due giorni dopo perché Caposano pensava che «il proprietario fosse uscito a pesca, come accade spesso». Il titolare de “L’Ancora” immaginava che il caso fosse di facile soluzione, essendoci le riprese, e sperava che si arrivasse presto all’individuazione dei responsabili, tanto più che la barca non è assicurata. Ma fino ad oggi non si è saputo niente. «Sono demoralizzato perché credevo che le immagini, chiare e nitide, portassero dritto ai ladri».
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