Barche ferme e marineria in lutto per l’ultimo saluto all’armatore Di Giovanni

Oggi alle 10.30 suoneranno le sirene al porto, poi l’addio in chiesa. Il ricordo del sindaco Masci: «Sempre collaborativo, un grande imprenditore»
PESCARA. Le sirene che suonano, le barche ferme in banchina. È oggi il giorno del dolore per la marineria pescarese che questa mattina dà l’addio al suo pilastro, Lucio Di Giovanni, storica figura di riferimento per il porto. L’armatore, 63 anni, è morto la mattina del 1° gennaio in casa per un malore. Per lui non c’è stato nulla da fare. Una vita di cadute e riprese per le continue tragedie che, una dietro l’altra, lo hanno alla fine travolto. Oggi, alle 10.30, gli armatori daranno l’addio a Di Giovanni: prima il suono delle sirene, poi un minuto di raccoglimento. In simbolo di vicinanza alla famiglia, e in particolare alla sorella Giuliana, la donna della marineria, per tutta la giornata di oggi le imbarcazioni resteranno ferme in banchina. Poi, alle ore 12, l’addio nel Santuario cuore Immacolato di Maria, la chiesa di via Vespucci dove a marzo scorso aveva dato l’addio alla sua amata moglie Francesca.
A piangerlo la figlia Marta che, da pochi mesi, gli aveva fatto il regalo della piccola Bianca. Una luce nel buio. «Un’intera vita dedicata al lavoro e al sacrificio, come tutta la sua famiglia», lo ricorda l’associazione “Pescatori a tavola”, «una figura e un nome che segna un'epoca della pesca in Adriatico. Buon vento, caro Lucio, da parte nostra e di tutti i pescatori che hanno avuto il piacere di conoscerti, ora sei con le persone che più amavi». Due gli amori della vita di Lucio: il mare e la famiglia. Quella famiglia che nell’arco di pochi anni aveva visto sgretolarsi davanti ai suoi occhi a causa delle tragedie.
Prima la morte del figlio 19enne Marco in un incidente, poi la tragedia di Lorenzo e, lo scorso marzo, l’incidente in moto dove perse la vita la moglie Francesca. «È un momento di profondo dolore, per gli armatori e per la marineria, non solamente di Pescara», è il messaggio del sindaco Carlo Masci, «la città, l’intero comparto della pesca, perdono un grande imprenditore del mare, un profondo conoscitore di tutte le dinamiche di questo settore, sempre impegnato con serietà e passione e in prima linea nelle interlocuzioni con le istituzioni per lo sviluppo del porto e del mercato ittico».
Ed è stato proprio il mercato ittico una delle ultime battaglie di Lucio. «Sapeva guardare oltre i problemi, con il suo fare riflessivo e pacato, e l'ultima volta che l’ho incontrato in Comune è stato circa un mese fa», ricorda Masci, «è venuto a rappresentarmi una serie di questioni da affrontare e abbiamo riflettuto insieme sulle possibili soluzioni da mettere in campo. Anche allora, come in passato, mi ha colpito la sua capacità di interloquire con equilibrio, il che ha rafforzato il sentimento amicale che provavo nei suoi confronti».
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