Barche ferme E prezzi alle stelle

PESCARA. Comincia il fermo pesca. Da domani e fino all’8 ottobre, l’aumento dei prezzi per i consumatori è certo. Per gli scamponi si potrebbe arrivare a pagare, all’ingrosso, 80 euro al chilo, per...
PESCARA. Comincia il fermo pesca. Da domani e fino all’8 ottobre, l’aumento dei prezzi per i consumatori è certo. Per gli scamponi si potrebbe arrivare a pagare, all’ingrosso, 80 euro al chilo, per gli scampi medi si potrebbero sfiorare i 55 euro, le sogliole potranno costare oltre 28 euro e i merluzzi quasi 14 euro. Questa la stima ipotizzata dal responsabile di un mercato ittico all’ingrosso abruzzese che prende spunto dall’ultima asta e applica un possibile aumento del 15 per cento rispetto agli ultimi prezzi registrati nella struttura.
Le previsioni sugli effetti del fermo arrivano anche da Coldiretti Impresa Pesca. Per l’associazione di categoria si potrebbe ipotizzare, anche per l’esperienza degli anni passati, persino un aumento del 50/70 per cento per scampi, merluzzi e fritture. Ma bisogna aspettare di vedere cosa accade sui mercati, dicono prudenzialmente da Coldiretti.
IL TIMORE. Tra i commercianti c’è il timore che «nessuno compri più il pesce». Ne sa qualcosa Tonino Collini, dal mercato ittico al minuto di Pescara. «Molti preferiscono non acquistare, non sapendo la provenienza dei prodotti. Per quanto ci riguarda ci approvvigioniamo dai grossisti, dove il pesce non manca mai. Personalmente, se trovo prezzi più alti preferisco non comprare, altrimenti rischio di non rivendere». Anche perché il momento non è dei migliori, «c’è la crisi e il pesce si vende meno. Non si sa dove andremo a finire».
MEGLIO CHIUDERE. «Il fermo? È un guaio», commenta Paola Perrotti dalla sua pescheria di via Benedetto Croce. «Sarebbe stato meglio bloccare la pesca a luglio, per favorire la riproduzione delle specie. Chi è abituato a mangiare il nostro pesce non vuole quello che arriva dall’estero. E noi non vendiamo prodotti decongelati. E quindi da noi si troverà per lo più il pescato delle piccole barche locali che proseguono l’attività, come alici, vongole e cozze».
Per i commercianti non è semplice andare avanti durante il fermo perché «le spese ci sono comunque» e l’unica scelta è quella di «chiudere due settimane per poi ricominciare».
A TAVOLA. Il discorso non sembra toccare troppo i ristoratori che acquistano dai grossisti, così come in altri periodi dell’anno. «Il fermo non è una novità e comunque viene effettuato a zone per cui non restiamo mai senza pesce fresco. È solo che arriva da altri porti», fa notare Carlo Ferraioli, noto ristoratore pescarese. «Può mancare qualcosa nell’assortimento perché alcune specie tipiche della zona non ci saranno, ma la qualità è la stessa e anche il prezzo perché le variazioni che subiamo non incidono sui clienti». «È vero, mancherà qualcosa come la frittura, gli scampi, i gamberi e le triglie, ma il mare ha bisogno dei suoi tempi per la riproduzione», aggiunge Andrea Di Buò dal ristorante “Del Pane e dei pesci”. La strategia del locale è di «stilare il menu settimanale in base al pesce che troviamo dai grossisti, che sono Metro, Delfino e La Selva. Hanno un’ampia disponibilità anche in questo periodo perché si riforniscono in tutta Italia, ma noi preferiamo i prodotti dell’Adriatico. Durante il fermo non potremo realizzare dei piatti, mancando delle specie, ma i clienti non si lamentano. Comunque usiamo solo prodotti freschi, non surgelati o congelati». Resta polemico Mimmo Grosso, uno degli armatori più noti, che boccia lo stop «in contemporanea con il Tirreno, mai fatto prima d’ora».
GRECI E CROATI. «Quando ci fermiamo», commenta Grosso, «il rifornimento arriva dalla Croazia, che pesca sette giorni su sette, dalla Spagna e dalla Grecia, e poi c’è quello della piccola pesca locale. Il pesce arriva fresco con i cargo frigo o con le navi che sbarcano a Brindisi e ad Ancona, anche se si riconosce che è diverso. I grandi commercianti si riforniscono così. Quando torneremo in mare, l’8 ottobre, troveremo i mercati invasi dalle altre marinerie. Dopo un agosto nero si annuncia un autunno difficile per i marinai che, forse, ricominceranno a percepire uno stipendio dignitoso a novembre. Per le imprese, invece, si attende l’indennità per il fermo. Non ancora erogata né per il 2015 né per il 2016».
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