Barche ferme, vertice con l’Autorità portuale

12 Gennaio 2017

Giampieri incontra D’Alfonso, il sindaco, il direttore della guardia costiera e la marineria

PESCARA. Rilancio e valorizzazione, attraverso una strategia condivisa, del porto di Pescara. È stato il tema principale della riunione che si è svolta ieri mattina nella sede della Guardia costiera, dove il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, impegnato in un giro di visite dei porti di competenza, ha avuto modo di annotare le urgenze e gli obiettivi del porto pescarese dando i primi ok alla manutenzione straordinaria del porto.

A presentargli il quadro, il presidente della giunta Luciano D’Alfonso, il direttore marittimo della Guardia costiera Enrico Moretti, il sindaco Marco Alessandrini, il presidente di Tua, Luciano D’Amico, e i rappresentanti della marineria pescarese esasperati, dopo anni di attese, dall’ultima chiusura del porto canale.

In particolare, il presidente D’Alfonso ha elencato le iniziative che sono state assunte e programmate per il rilancio del porto di Pescara. Tra i punti principali, l’approvazione del piano regolatore portuale (deliberato dopo 49 anni di attesa) e considerato la stella polare dell’intero progetto di valorizzazione dell’area, i lavori del taglio della diga foranea (esecutivi dopo dieci anni e una spesa prevista di 3 milioni e 500mila euro), il dragaggio del porto e, non per ultimo, interventi infrastrutturali (per 15 milioni di euro) mirati a migliorare la viabilità interna e la sicurezza degli operatori marittimi.

«Un altro obiettivo che ci siamo posti fin da subito», ha aggiunto D’Alfonso, «è stato quello di ristabilire il giusto rapporto tra città e porto, ossia coniugare l’attività commerciale con il turismo, affinché si potessero rendere vivibili gli spazi portuali».

«È stato un incontro molto importante», rimarca Riccardo Padovano presente per Confcommercio e da sempre al fianco della marineria, «perché una volta di più si è ribadito che non bisogna più pensare ai campanili, ma allo sviluppo. E lo sviluppo passa attraverso le sinergie.

Come ha ricordato il presidente D’Alfonso, il porto di Pescara si trova all’interno di una banchina lunga 210 chilometri, da Pesaro a Ortona, in un contesto di macroregione tra i più importanti nel comparto mediterraneo. È da qui che si deve ripartire».

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