Barriere architettoniche, oggi il convegno

A Chieti l’iniziativa promossa dall’avvocatessa Bosco, tra i relatori anche il magistrato Mantini
CHIETI. L'abbattimento delle barriere architettoniche come atto di civiltà. Una presa di coscienza che deve attecchire anche nella Pubblica amministrazione. È il tema al centro del convegno "Eliminazione delle barriere architettoniche: problematiche di natura tecnica e giuridica", in programma oggi, alle 15, nella sala del consiglio provincia a Chieti. L'evento, accreditato dal consiglio dell'Ordine degli avvocati, è patrocinato dalla Provincia, dal Comune di Chieti, dall'Università Chieti- Pescara. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, del sindaco Diego Ferrara e dei presidenti degli Ordini professionali, si entrerà nel vivo con gli interventi dell'avvocato Antonella Bosco, coordinatrice della manifestazione che approfondirà il tema delle barriere architettoniche e dell'evoluzione normativa, del professor Giuseppe Di Bucchianico, dell'Università Chieti- Pescara, e del procurato aggiunto della Procura del tribunale di Pescara, Anna Rita Mantini.
La relazione del procuratore Mantini sarà incentrata sulle tutele ipotizzabili nei casi di violazione e inesatta attuazione delle normative vigenti sulle barriere architettoniche. Chiuderà il convegno il dottor Luigi D'Angelo, vice procuratore generale della Corte dei conti di Roma, che parlerà dell'eventuale sussistenza dei profili di responsabilità erariale nella violazione o erronea applicazione della normativa di riferimento, da parte della pubblica amministrazione. Il convegno nasce proprio per sensibilizzare la pubblica amministrazione e, soprattutto, i tecnici al tema della disabilità e delle possibili conseguenze, sul piano penale e di risarcimento erariale, che possono derivare dalla non attuazione delle leggi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche.
«Un segno di civiltà», evidenzia l'avvocato Bosco, «un problema che i disabili vivono in prima persona e che interessa, stando ai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, oltre il 20 per cento della popolazione, includendo le disabilità temporanee, quelle sensoriali, e patologie invalidanti come broncopatie e cardiopatie». (m.p.)
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