«Basta con la città invasa dai bivacchi»

14 Ottobre 2017

#Montesilvano2019 torna all’attacco sulla gestione dei rifugiati: poca determinazione nel difendere i residenti più esposti

MONTESILVANO. Sistema di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, così non va. A dirlo non è l’opposizione ma una costola della maggioranza che amministra la città. Sul cosiddetto Sprar, è infatti sempre più larga la spaccatura che divide la visione del sindaco, Francesco Maragno, da quella del drappello di consiglieri guidato da Anthony Aliano, capogruppo di #montesilvano2019. Ieri, Aliano e quattro consiglieri Claudio Daventura, Aurelio Cilli, Lorenzo Silli, Stefano Di Blasio e Paolo Cilli, con l’assessore Manola Musa, hanno di nuovo sollecitato il primo cittadino «a procedere, con applicazione immediata, a ogni misura idonea per debellare il degrado urbano che» a dire di #montesilvano2019, «da tempo attanaglia la città. In particolare, la zona del retro pineta e del pontile. A ridosso della zona alberghiera». Aliano & C. ricordano che, negli accordi politici che hanno sancito l’unione di intenti per il fine mandato, fondamentale è la richiesta di prevedere ogni provvedimento – ad esempio il Daspo – per liberare dai bivacchi alcune aree urbane. «Il fenomeno dell’immigrazione» rileva il gruppo di maggioranza, «esige una determinazione che a oggi è evidentemente mancata». Insomma, Montesilvano sarebbe ben lungi dall’essere un modello virtuoso, come invece ha sostenuto Maragno nel corso di un suo intervento all’Anci (vedi articolo nel riquadro).
«Faremo sopralluoghi» proseguono i sei rappresentanti politici, «nelle strutture selezionate per lo Sprar. Vogliamo porre rimedio allo scempio, cui sono costretti i nostri concittadini, ai quali stiamo offrendo la concentrazione di decine di immigrati a ridosso delle proprie abitazioni, peraltro collocate in zone turistiche». Sul punto, il gruppo sottolinea di aver appreso che «una non attenta gestione preliminare dei presupposti per l’adesione al sistema di protezione, ha già determinato la probabile ed auspicata risoluzione contrattuale sull’affitto di un locale in via Togliatti». Segnalate anche le condizioni di «fatiscenza della unità selezionata in via Napoli, a ridosso della pineta e della costa. Condizioni», rimarcano Aliano & C., «che suscitano non poche perplessità: dal contratto, infatti, abbiamo appreso che l’immobile sarebbe stato affittato a 5mila euro al mese, che è dato già da alcuni mesi come pronto pe l’uso, sebbene, al contrario, non appaia minimamente pronto per essere occupato».
Nelle commissioni, proseguono i sei rappresentanti del gruppo di maggioranza, «nessun tecnico è stato capace di spiegare come saranno impiegate le risorse. Ricordiamo», così chiudono, «che il nostro ente ha anticipato centinaia di migliaia di euro sottratti alle politiche sociali» per affrontare le spese dello Sprar. (a.s.)
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