«Basta correre, sulla riviera si va a 30 all’ora»

Il sindaco Carlo Masci detta le linee di intervento: più mezzi elettrici e campagne di sensibilizzazione
PESCARA. La riviera conquista il triste primato di strada più pericolosa della città. Nel 2023 ci sono stati 25 incidenti, nell’ultimo dei quali ha perso la vita travolto sulle strisce pedonali l’ingegnere Luigi Tinaro. Alla luce dei dati diffusi dalla polizia locale, il sindaco Carlo Masci traccia alcune strategie di intervento per limitare l’incidentalità.
Quali sono gli accorgimenti che l’amministrazione intende adottare?
«Sulla riviera c’è già il limite di 30 chilometri orari, ma il problema è farlo rispettare. La zona è già attenzionata, lo faremo ancora di più perché la sicurezza deve essere incrementata: siccome in città la velocità media è 21 chilometri orari, non c’è la necessità di correre. Le zone 30 sono state contestate tante volte, ma la limitazione della velocità è un processo ineludibile e naturale che sta avvenendo in tutte le città europee. Se un incidente avviene a 30 all’ora, ci sono 9 probabilità su 10 di non avere danni; invece se si procede a 50 all’ora, in 7 casi su 10 ci saranno danni. Se la velocità è ancora maggiore il danno sarà irreversibile».
Cosa si può fare per limitare la velocità?
«È un problema soprattutto culturale e per questo stiamo portando avanti progetti in tutte le scuole, educando le nuove generazioni ad avere un rapporto diverso con la strada: parliamo di sostenibilità ambientale, uso di mezzi alternativi come le bici elettriche, i monopattini o i mezzi pubblici. Poi abbiamo istituito i semafori con i T-red agli incroci più pericolosi ed è stato dimostrato che gli incidenti sono diminuiti del 60-70%. Vuol dire che le multe, seppure fastidiose, sono un deterrente. Aumenteremo ancora i controlli sul territorio, uniti a campagne di sensibilizzazione anche contro le distrazioni alla guida e l’uso del cellulare».
Impiegherete i soldi delle sanzioni?
«Lo stiamo già facendo: gli incassi, come previsto dalla legge, li abbiamo usati per interventi infrastrutturali, per le manutenzioni, per il rifacimento della segnaletica e anche per rinnovare il parco auto e moto della polizia locale con mezzi elettrici all’avanguardia, in linea con gli standard europei. L’obiettivo è che entro il 2040, come in tutte le città, il numero dei mezzi alternativi dovrà essere superiore a quelli tradizionali».
Oggi Pescara a che punto è?
«Abbiamo fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni. La mobilità sostenibile è un processo complesso, è vero che ci sono delle resistenza sull’introduzione di corsie preferenziali per gli autobus o per le biciclette, ma il cambiamento va in questa direzione e deve essere governato. Grazie ai fondi Pnrr costruiremo altri 13 chilometri di piste o corsie ciclabili in aggiunta ai 38 già presenti: arriveremo a più del doppio della media nazionale rispetto all’ampiezza del territorio. Vuol dire che Pescara è all’avanguardia, tant’è vero che è stata premiata già due anni fa dall’Anci, quest’anno in un congresso a Genova è stata citata tra i centri modello. Messina ci ha scelto come esempio sulla sostenibilità ambientale, perché abbiamo la rete Eco-schools più grande d’Italia con 20mila ragazzi di tutte le scuole che hanno aderito all’iniziativa per imparare i comportamenti virtuosi». (y.g.)

